PALERMO – “Manderò un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti”, ha annunciato ieri dalle colonne di Repubblica il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.
La Procura, però, si è già attivata da tempo, aprendo un’inchiesta sul caos cantieri in città. Lunedì scorso Emilio Arcuri, assessore comunale alle Opere pubbliche è stato convocato al Palazzo di giustizia per essere sentito come persona informata sui fatti. Ha risposto per tre ore alle domande del sostituto Maria Pia Ticino, a cui il fascicolo è stato assegnato dal procuratore aggiunto Sergio Demontis che coordina le indagini sui reati commessi contro la pubblica amministrazione.
La mobilità in città è messa in ginocchio dai cantieri lumaca. Non esiste un appalto in regola con la tabella di marcia. Dal passante all’anello ferroviario – casi in cui l’ente appaltante non è l’amministrazione comunale – ai lavori per la rete fognaria che stanno interessando la Cala e le vie Roma e Cavour, in cui è il Comune ad avere la vigilanza sui cantieri.
L’inchiesta al momento è a carico di ignoti. Un’inchiesta conoscitiva per acquisire atti e informazioni sull’andamento delle grandi opere in città. Ciò che interessa ai magistrati è capire se il Comune abbia provveduto ad incassare eventuali penali previste dai contratti per i ritardi accumulati o a rescinderli per inadempienza dell’appaltatore.
Mentre si progetta la Palermo del futuro, quella presente arranca soffocata dai cantiere lumaca. Il prossimo passaggio investigativo sarà l’acquisizione dei documenti degli appalti.

