Carceri, le parole di Nordio diventano un caso politico: le reazioni

Carceri, le parole di Nordio diventano un caso politico: le reazioni

carcere 41 bis
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
Le parole degli esponenti politici

PALERMO – Le parole del procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio de Lucia, l’attacco del ministro della Giustizia Carlo Nordio, la polemica si trasforma in caso politico. Esponenti dell’opposizione attaccano il governo.

Provenzano (Pd): “Piena solidarietà”

Il deputato nazionale Peppe Provenzano, componente della commissione Antimafia e membro della segreteria nazionale del Pd, esprime “piena solidarietà” al procuratore de Lucia “per l’attacco ricevuto dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Conosciamo tutti il rigore, l’equilibrio e la competenza con cui De Lucia svolge il proprio lavoro”. Le sue parole rappresentano il richiamo responsabile di un magistrato che ogni giorno è impegnato, con risultati concreti e importanti, nel contrasto a Cosa nostra e alla criminalità organizzata. E fanno seguito all’allarme lanciato un anno fa dal procuratore nazionale antimafia sui regimi di alta sicurezza”.

“Le istituzioni tutte – aggiunge Provenzano – avrebbero il dovere di ascoltare chi opera in prima linea contro le mafie e conosce, meglio di chiunque altro, le criticità delle carceri e i rischi che ne derivano per la sicurezza del Paese. E il ministro della Giustizia avrebbe avuto un dovere in più, in quanto è in capo al suo ministero il dovere di rendere il sistema penitenziario funzionante secondo i principi della Costituzione”.

Catanzaro (Pd): “Dal governo attacchi alla magistratura”

“Ancora una volta dal governo Meloni – dice Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars – arriva un ingiustificabile attacco alla magistratura, e ancora una volta il ministro Nordio dimostra poca pacatezza nella gestione del suo ruolo. Invece di supportare l’allarme sulle carceri lanciato dal procuratore di Palermo De Lucia, Nordio rimane pedina della strategia del governo Meloni che, nonostante la batosta del referendum, continua a pensare di poter delegittimare la magistratura”.

De Luca (M5s): “Reazioni fuori luogo”

“Le reazioni del ministro Nordio alle parole del procuratore di Palermo Maurizio De Lucia ci sembrano assolutamente scomposte e fuori luogo. De Lucia non ha attaccato la polizia penitenziaria, ha solo detto che il re è nudo, esternando quello che, purtroppo, le cronache di questi giorni stanno mettendo sotto gli occhi di tutti”. Lo afferma il capogruppo del M5s all’Ars, Antonio De Luca.
“Troppe cose non funzionano nel sistema carcerario – aggiunge l’esponente 5stelle – se è vero che dalle celle arrivano ai boss ordini alla manovalanza per mettere a ferro e fuoco le nostre città. Anziché criticare un uomo che sta dando tutto se stesso nella lotta contro il crimine organizzato, il ministro farebbe bene a capire cosa succede veramente nelle carceri e a prendere le dovute contromisure. A De Lucia – conclude De Luca – va tutta la nostra incondizionata solidarietà”.

Controcorrente: “Il problema sono le carceri”

“A Nordio ricordiamo che il problema sono le carceri, non chi le denuncia. Esprimiamo piena solidarietà al procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, per le parole pronunciate ai cantieri culturali alla Zisa sullo stato degli istituti penitenziari italiani. De Lucia ha detto una cosa semplice e vera: che le carceri, oggi, non sono più pienamente sotto il controllo dello Stato e che il vero controllo, in troppi casi, appartiene alle organizzazioni criminali. Chi frequenta le carceri per ragioni professionali come gli avvocati penalisti in primo luogo, ma anche medici, operatori, volontari sa perfettamente che quella del procuratore non è un’esagerazione né un attacco ma la fotografia della realtà. E De Lucia ha avuto il coraggio istituzionale di dichiararlo“. Così in una nota congiunta i deputati di Controcorrente Ismaele La Vardera, Jose Marano, Alessandro De Leo, Carlo Gilistro e i consiglieri comunali di Palermo Ugo Forello e Giulia Argiroffi.

Libera: vicinanza al procuratore de Lucia

“Esprimiamo piena vicinanza e corresponsabilità al procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, oggetto di attacchi personali dopo aver richiamato l’attenzione del Paese su un tema cruciale come la situazione del sistema penitenziario. Le sue parole rappresentano un contributo al dibattito pubblico che nasce dall’esperienza quotidiana di chi è impegnato, in prima linea, nel contrasto alla criminalità organizzata”. Lo afferma in una nota Libera, dopo l’intervento del magistrato sulla situazione penitenziaria.

“Di fronte a questioni tanto delicate – aggiunge l’associazione – riteniamo che il confronto tra le istituzioni debba svolgersi nel rispetto reciproco e nel merito dei problemi, senza delegittimazioni personali. Le criticità del sistema carcerario, il contrasto al potere delle organizzazioni mafiose e la tutela della sicurezza collettiva meritano risposte concrete, investimenti e responsabilità istituzionale, non polemiche”.

Leggi anche

Le parole irricevibili del ministro Nordio

Lo scontro sulle carceri: perché il procuratore de Lucia ha ragione

Ardita: “Quello che ha detto de Lucia è ciò che è accaduto”

Faraone: “Nordio ha perso il controllo, anche delle carceri”

“Il ministro Nordio accusa il procuratore di Palermo di aver ‘perso il controllo di sé stesso’, quando, ad aver perso il controllo sembra essere lui, soprattutto delle carceri”. Lo scrive sui social Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista.

“Il governo – aggiunge – trasforma il codice penale in un’enciclopedia, con l’obiettivo di mandare sempre più persone in carcere. Ma una volta varcato il cancello, quello stesso carcere viene lasciato senza uomini, senza mezzi e, se bisogna credere a Maurizio De Lucia, perfino senza il controllo dello Stato. Alle parole del procuratore di Palermo, Nordio non ha risposto nel merito. Ha preferito attaccare il magistrato. Eppure, l’ordine di sparare a Palermo con i kalashnikov, secondo le indagini, sarebbe partito dal carcere di Trani. E questo è gravissimo. Ancora più grave – conclude Faraone – sarebbe fingere si tratti di un’esagerazione. Prima di indignarsi con chi denuncia il problema, Nordio dovrebbe spiegare perché non è riuscito a risolverlo”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI