Carissimo Ivan,
grazie per la tua lettera e per gli auguri che fai a me e ai palermitani.
Non devo e non posso aggiungere nulla a quanto tu rilevi sui comportamenti dei palermitani e sulla frequente mancanza di amore per la nostra Città.
Troppo spesso a lamentarsi per i disservizi sono proprio coloro che con i loro comportamenti sono causa dei disservizi.
E così che Palermo spesso appare migliore dei palermitani, di noi palermitani e palermitane. E’ la considerazione che fanno tanti visitatori della nostra Città , e che fanno quanti come te abbiamo vissuto per anni in altre realtà, fuori dal nostro Paese.
Potrei limitarmi a dire che i tuoi sogni sono i miei sogni.
Ad un sindaco e’ consentito certamente sognare , ma e’ chiesto con forza un impegno di concretezza per rendere i sogni vita quotidiana.
Ed e’ di questi sogni e di questo impegno che devo dare conto alle cittadine e ai cittadini (in realtà non molti ) che nel 2012 non mi hanno votato e ai cittadini e alle cittadine che mi hanno votato.
Aggiungo un articolo che ho scritto per il supplemento dedicato a Palermo che è uscito ieri con il Corriere della Sera dove ritroverai molte delle cose che hai scritto oggi. Un cordiale saluto. Leoluca Orlando
Il turista che va a zonzo per il centro di Palermo, assieme alle vestigia arabo-normanne, ai palazzi principeschi, al colore dei suoi mercati, può vedere gruppetti di ragazzini di tutte le nazionalità che giocano insieme in strada, il più delle volte a pallone, ma spesso anche a cricket, con tanto di mazza piatta: un gioco importato dai giovani palermitani di origine indiana o pakistana, che è entrato nelle abitudini di tutta la città.
E’ un esempio di quella integrazione che si fa quotidiana convivenza e che è una delle caratteristiche di cui più siamo fieri. Palermo è un mosaico e il Comune , tentando di riconoscere i diritti e la dignità civica di tutti e di ciascuno,fa da cornice per tenere insieme in modo armonico tutte le tessere. E’ una ricchezza che restituisce a Palermo uno dei tratti distintivi che ha avuto per secoli: essere punto di incontro.
E’ quella mescolanza che ha prodotto i tanti gioielli architettonici che rendono Palermo una città unica. Le chiese e i palazzi in stile arabo-normanno sono l’emblema di questi incroci felici, e non a caso sono candidati al riconoscimento dell’Unesco come patrimonio dell’umanità.
Sono sempre di più i turisti, italiani e stranieri, attratti dalla nostra città, che vengono non più per la curiosità di vedere la capitale della mafia che ha però assunto il ruolo di capitale dell’antimafia,ma per godere delle sue bellezze artistiche e naturali. La mafia l’abbiamo combattuta e continuiamo a combatterla, ma oggi quella lotta si fa prima di tutto con l’affermazione dei diritti dei cittadini, anche organizzando, com’è stato nel 2013, il più grande Gay Pride del sud Europa.
Il nostro obiettivo ora, dopo due anni di lavoro tanto ignoto quanto difficile per evitare la bancarotta del Comune (e l’abbiamo evitata, a differenza di altre grandi città italiane), è rendere Palermo una vera metropoli mediterranea (che significa anche, ma non soltanto europea). Grandi passi avanti sono stati già compiuti, come con il rilancio del porto per crociere e dell’aeroporto che ci stanno facendo uscire dalla marginalizzazione in cui si era precipitati. In un solo anno abbiamo registrato un vero boom di navi da crociera, di voli e di passeggeri, e da tempo non si vedevano tanti turisti in città come per le ultime feste pasquali. Ma si sta operando anche rilanciando il teatro strabile che era in agonia e il teatro lirico, così come su tanti altri fronti: dalla costruzione di una rete di servizi sociali, che liberi i cittadini dalla logica dell’assistenza e del clientelismo, alla progettazione di un sistema di trasporti urbani su rotaia con ben quattro grandi opere (tram, metropolitana ferroviaria circolare interna, passante ferroviario e metropolitana automatica leggera), con le prime realizzazioni che si vedranno già entro quest’anno. E inoltre: la riforma della raccolta dell’immondizia con un sensibile incremento di quella differenziata,la predisposizione di progetti concreti su programmazione europea 2014/2020 e il ricorso a finanza di progetto per ristrutturazioni urbanistiche economiche insieme a due zone franche urbane… Il tutto reso possibile e credibile avendo i conti in regola! In poche parole, ora stiamo guardando al futuro, raccogliendo i frutti del lavoro di questi due anni che ci stanno alle spalle, e se per il ritorno di “Palermo felix” occorrerà ancora un po’ di tempo, i palermitano posso già adesso cominciare a sperare e presto potranno tornare a sorridere.
