PALERMO – Il presidente ha deciso: azzero la giunta. Un’altra volta. Perché quello che nascerà nelle prossime ore sarà il quarto governo di Rosario Crocetta. Un esecutivo che potrebbe persino far toccare quota cinquanta, in appena tre anni, agli avvicendamenti a capo degli assessorati. Basterebbe il quel numero, per raccontare il disastro amministrativo di questa esperienza: un assessore è durato in carica, finora, in media circa venti giorni. Ma anche le storie hanno un loro peso. I nomi, le facce, e lo spirito che accompagnò la scelta di questo o quel componente della giunta. Tra bluff e ripensamenti, slogan e marce indietro, ecco la storia dei 35 assessori nominati e bruciati da Crocetta.
Assessorato agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
L’assessore uscente è Rosaria Barresi, ex dirigente generale sempre all’Agricoltura, già gradita all’ex governatore Raffaele Lombardo. Prima di lei Antonino Caleca, dimessosi dalla giunta perché, a suo dire, erano chiari “i segnali di un ritorno del passato”. L’avvocato aveva sostituito Ezechia Reale, assessore siracusano che finirà per polemizzare con Crocetta sulla gestione di alcuni affidamenti a Expo. Gestione poi affidata, in qualità di commissario del Cluster Biomediterraneo a Dario Cartabellotta, il primo assessore all’Agricoltura, in quota Udc. Anche lui a sua volta commissariato nel suo ruolo all’Expo con un provvedimento della Barresi. E il cerchio si è chiuso.
Assessorato attività produttive
Mariella Lo Bello (interim). Prima della parentesi che ha visto un altro interim, nelle mani del presidente della Regione, l’unico assessore al ramo era stato Linda Vancheri, indicata dalla Confindustria siciliana, associazione che verrà poi dilaniata dalle polemiche interne.
Assessorato autonomie locali e della funzione pubblica
Giovanni Pistorio, segretario regionale dell’Udc è di fatto il primo vero politico (con una carica ufficiale, cioè) giunto dentro l’esecutivo di Crocetta. È arrivato al posto di Ettore Leotta, di cui era il segretario particolare fino al giorno prima. Quest’ultimo aveva a sua volta sostituito Marcella Castronovo, rimasta un paio di mesi. Il primo assessore alla Funzione pubblica fu Patrizia Valenti, uno dei più longevi nella giunta di Crocetta: rimase in carica quasi due anni. E adesso si parla di un suo ritorno.
Assessorato beni culturali e dell’identità siciliana
Antonio Purpura potrebbe essere tra i pochi confermati in questa prima fase del rimpasto. Prima di lui era stato il turno di Pina Furnari, Mariarita Sgarlata e lo scienziato Antonino Zichichi, che ha lasciato la giunta senza essere riuscito a portare a termine il progetto che avrebbe consentito di intitolare tutte le maggiore piazze di Sicilia ad Archimede o quello che prevedeva una serie di esperimenti sui “raggi cosmici”.
Assessorato economia
Alessandro Baccei, assessore in carica, è ormai ai ferri corti con Crocetta. Prima di lui a guidare l’assessorato di Via Notarbartolo fu Roberto Agnello, che accompagnò il governatore in occasione della firma dell’accordo con lo Stato col quale Crocetta ha rinunciato a contenziosi per circa cinque miliardi. Agnello, che oggi è un consulente dell’assessorato alla Salute, prese il posto di Luca Bianchi, inviato da Roma anche lui, che fu al centro delle polemiche a causa di una maxi-impugnativa del Commissario dello Stato che mutilò la sua finanziaria. Non fu lui, però, il primo assessore nominato. Il primo nome fu quello di Francesca Basilico D’Amelio. Ma forse quest’ultima fiutò subito quello che l’aspettava. E rinunciò prima ancora di lasciare la Capitale e venire in Sicilia.
Assessorato energia e dei servizi di pubblica utilità
Vania Contrafatto è stata indicata in giunta dai renziani (in particolare da Davide Faraone). L’assessorato, molto delicato visto i settori di competenza (l’acqua e i rifiuti, tra gli altri), era stato guidato prima di lei da Salvatore Calleri: segni particolari la guida del Megafono di Firenze e quella della Fondazione Caponnetto, giusto per riaffermare l’identikit “antimafia” di questa esperienza di governo. Un profilo che sempre nello stesso assessorato doveva essere garantito dall’ex pm Nicolò Marino. Che finirà per litigare con Crocetta, e per metterne in discussione, prima di altri, proprio la genuinità del suo impegno antimafia.
Assessorato famiglia, politiche sociali e del lavoro
Sebastiano Bruno Caruso è in giunta per indicazione dei cosiddeti “cuperliani”. L’area del Pd, insomma, che si rivede in Antonello Cracolici. Prima di lui, invece, assessori di tutt’altra origine politica. Giuseppe Bruno, a dire il vero, è anche lui del Partito democratico, dove riveste il ruolo di presidente siciliano. Ma è storicamente vicino a Davide Faraone. La prima a guidare l’assessorato fu Ester Bonafede. Il governo della “rottura” col passato, insomma, partiva già con un assessore che si era candidata con l’Aquilone, una lista a sostegno di Totò Cuffaro.
Assessorato infrastrutture e mobilità
Giovanni Pizzo è in giunta in quota Udc. Lo stesso partito che aveva indicato il suo predecessore, cioè Nico Torrisi, presidente di Federalberghi Sicilia, oggi vicino a Sicilia Futura di Totò Cardinale. Prima dei due assessori scelti dai centristi, era stato il turno di un assessore del Pd: Nino Bartolotta rappresentava l’area dei democratici che faceva capo all’ex segretario regionale Francantonio Genovese, travolto poi dagli scandali sulla Formazione professionale.
Assessorato istruzione e formazione professionale
La Formazione è stato il settore forse più delicato e maggiormente investito da scandali e polemiche. Lì Crocetta ha sempre voluto piazzare una fedelissima. In principio fu Nelli Scilabra, che ha resistito fino al terzo rimpasto. Al suo posto però è arrivata Mariella Lo Bello, già assessore al Territorio, poi “ripescata” nel ruolo di segretaria particolare del governatore. Un posto che lascerà proprio a Nelli, prendendosi il suo assessorato.
Assessorato salute
Baldo Gucciardi è il primo deputato a entrare in una giunta di Crocetta, infrangendo il tabù del governatore nei confronti dei parlamentari. L’ex capogruppo del Pd raccoglie però, dopo l’interim di Crocetta durato una decina di giorni, una eredità pesantissima: quella di Lucia Borsellino, simbolo della “rivoluzione” di Crocetta che ha lasciato sbattendo la porta dopo il “caso Tutino” per “ragioni di ordine etico e morale”.
Assessorato territorio e ambiente
Maurizio Croce è stato indicato in giunta dal Pdr di Totò Cardinale. Ex commissario per il dissesto idrogeologico, arriva dopo il breve regno di Piergiorgio Gerratana, giovane consigliere comunale di Rosolini chiamato in giunta proprio a ridosso della ripetizione in alcuni collegi del Siracusano del voto per le Regionali. Una vicenda che attirò su Crocetta l’accusa di “voto di scambio” da parte anche di deputati del Pd. Prima di Gerratana, però, altre polemiche: Mariarita Sgarlata, che era stata anche assessore ai Beni culturali, deve lasciare il Territorio a causa degli attacchi subiti per la costruzione di una piscina che si scoprirà in un secondo momento non essere abusiva. Prima di lei in assessorato era stato il turno della “tuttofare” Mariella Lo Bello.
Assessorato turismo, sport e spettacolo
Cleo Li Calzi è stata scelta dall’area Cracolici del Partito democratico. Prima di lei, il governatore aveva optato per due scelte un po’ a sorpresa. La prima fu quella di indicare un artista di fama internazionale come Franco Battiato, poi cacciato dalla giunta per una sua frase un po’ “pepata”. Dopo di lui, è stato il turno della segretaria particolare del presidente: Michela Stancheris, infatti, fino al giorno prima aveva curato l’agenda del governatore. Ma in questi tre anni, in un modo o nell’altro, c’è stato spazio per nominare e “bruciare” un assessore al mese. E adesso si preparano a entrare i nuovi: i politici. Verso quota “50” avvicendamenti in una giunta che somiglia a un aeroporto.

