CATANIA – “Può presumersi che la minore pendenza di procedimenti civili (determinata anche dalla riduzione delle sopravvenienze) trovi la sua ragione principale non già in una (pur auspicabile) minore litigiosità delle persone, bensì nei crescenti costi economici dell’accesso agli strumenti giurisdizionali di tutela e, forse, soprattutto, nella percezione (quale comune sentire purtroppo ormai diffuso) di una minore affidabilità (in termini sia di durata dei relativi procedimenti, sia di qualità del prodotto giudiziaria) degli organi stessi di tutela”.
Lo afferma il presidente facente funzione della Corte d’appello, Giovanni Dipietro, nella relazione d’inaugurazione dell’Anno giudiziario del Distretto etneo.
“Nel settore penale – aggiunge il magistrato – il considerevole arretrato accumulatosi nel corso dell’ultimo ventennio ben difficilmente potrà essere eliminato senza un’iniezione massiccia di risorse umane, che valga a colmare l’ormai cronica incompletezza dell’organico della magistratura, cui solo in parte potranno sopperire, ma esclusivamente per gli uffici di primo grado, le immissioni in servizio (dopo il relativo tirocinio) dei vincitori dei recenti, numerosi concorsi per l’assunzione di magistrati ordinari”.
“Restano però – sottolinea il presidente Dipietro – i consistenti vuoti d’organico del personale amministrativo (costituente la terza, fondamentale “gamba” della giurisdizione), la già rilevata incertezza sulla stabilizzazione delle migliaia di addetti all’ufficio per il processo assunti a tempo determinato con le risorse del Pnrr, l’attuale e diffusa criticità logistica delle strutture giudiziarie, l’inadeguatezza del sistema informatico (a fronte del massivo, quotidiano e necessario accesso a esso da parte dei suoi innumerevoli utenti a vario titolo)”.
“Allo stato non risultano diminuiti i vuoti d’organico del personale di magistratura che continuano ad affliggere, in misura maggiore o minore, anche gli uffici giudiziari del distretto di Catania, con inevitabili conseguenze negative sull’organizzazione degli uffici e sull’andamento della giurisdizione”. Lo afferma il presidente facente funzione della Corte d’appello, Giovanni Dipietro, nella relazione d’inaugurazione dell’Anno giudiziario del Distretto etneo.
“Tali scoperture – aggiunge il magistrato – si attestano attualmente, nel distretto, su una percentuale media del 14,08% per gli uffici giudicanti (erano del 13,67%), mentre, alla data del 30 giugno 2025, si registrava una scopertura del 10% dei posti alla Procura generale; dati, questi, che suscitano grande importanza in un territorio di e agguerrite mafiose e dale persistente tratta della dei dalle diffuse coste nordafricane e mediorientali Utile risulterebbe la stabilizzazione normativa della riduzione”.
“Permangono gravi – sottolinea il presidente Dipietro – le carenze d’organico del personale amministrativo a causa del continuo pensionamento dei dipendenti e della mancanza di nuove assunzioni. Il dirigente amministrativo della Corte d’appello ha così denunciato, al 30 giugno 2025, una scopertura d’organico del personale a tempo indeterminato pari al 20,93%. Delle 129 posizioni lavorative previste in organico ne copre 102. Varie unità beneficiano degli istituti previsti dalla legge n. 104 del 1992, in virtù delle quali le stesse unità sono assenti complessivamente in numerosi giorni per anno, e n. 6 dipendenti risultano applicati o distaccati presso altri uffici giudiziari. Le criticità rilevate sono solo in parte mitigate da istituti per loro natura precari e discontinui, quali applicazioni, comandi e distacchi, con 16 unità di personale in ingresso nel periodo considerato”.

