PALERMO – Davide Faraone prende il microfono e dopo i saluti di rito non ci gira intorno: “L’incontro del campo progressista non è andato benissimo”. Alla platea di Italia viva-Casa riformista, riunita per un evento a Palermo, il capogruppo dei renziani alla Camera parla con il linguaggio della verità: “Non abbiamo nulla da nascondere, facciamo tutto alla luce del sole”. Si intuisce che poche ore prima qualcosa è andato storto e quel qualcosa riguarda Cateno De Luca.
Cateno De Luca e il tavolo progressista siciliano
Il sindaco di Taormina e leader di Sud chiama nord è il convitato di pietra sia al tavolo del campo largo, andato in scena al Centro Pio La Torre, che dell’iniziativa Iv. Sul suo nome alla riunione del centrosinistra la tensione è salita alle stelle. Il comunicato stampa diffuso al termine dell’incontro, che contiene alla fine un chiaro riferimento a De Luca, riporta tutte le firme dei presenti ma è un compromesso raggiunto a fatica tra le parti con l’intento di salvaguardare, almeno per il momento, l’unità della coalizione.
Da un lato c’è chi, come Italia viva che aveva anche invitato De Luca al tavolo, vorrebbe allargare i confini della coalizione fino a Sud chiama nord. Dall’altro la ferrea opposizione di Avs, da sempre contraria, a cui si aggiunge Controcorrente. In mezzo c’è chi, come il Pd, cerca di mediare ben consapevole che anche al suo interno c’è una corrente di pensiero che guarda a de Luca. L’ultimo endorsement per il sindaco di Taormina è arrivato dal collega di Enna ed ex senatore dem Mirello Crisafulli (VIDEO).

Il ‘no’ esplicito a De Luca e la trattativa sul comunicato stampa
Avs e Controcorrente al tavolo chiedono che il comunicato stampa faccia esplicito riferimento ad un ‘no’ a De Luca per fare calare il sipario sull’ipotesi di un suo avvicinamento a sinistra, ma il resto della coalizione frena. Alla fine il punto di caduta è racchiuso in una frase posta in calce al comunicato: “Certamente nella coalizione non ci sarà spazio per coloro che non vedono distinzioni tra la destra e la sinistra”.
Un riferimento evidente al ‘post-ideologismo’ del sindaco di Taormina, che teorizza alleanze senza guardare al colore politico ma alla sostanza dei fatti, tuttavia al termine di un giovedì caldissimo per il centrosinistra la sensazione è che la porticina per De Luca sia ancora aperta. Lo confermano, a taccuini chiusi, anche diversi protagonisti del cantiere progressista.
Faraone: “Davanti a noi un rigore a porta vuota”
Faraone lo dice apertamente dal palco: “Abbiamo davanti a noi un rigore a porta vuota. Dovremmo mettere insieme tutte le forze d’opposizione al governo Schifani che si sono spinte fino a votare la sfiducia all’attuale presidente della Regione”. Tra queste c’è anche Sud chiama nord, che con Italia viva continua a dialogare. Un feeling che nei giorni scorsi avrebbe coinvolto direttamente Matteo Renzi, pronto ad accogliere De Luca in un’area riformista senza pregiudizi.
Ipotesi che Avs e Controcorrente vedono come il fumo negli occhi. Ismaele La Vardera, del resto, è presidente di Progetto civico Italia, la formazione di Alessandro Onorato che in queste ore è protagonista di ‘legnate’ social con De Luca. Alla fine il comunicato stampa diramato alle redazioni tiene insieme tutti ma le distanze tra gli alleati restano e la partita non è ancora chiusa.
Le assenze all’iniziativa di Italia viva
Lo specchio delle divergenze emerse al Centro Pio La Torre sono le presenze ai Cantieri culturali alla Zisa: l’invito era rivolto a tutti i principali partiti e movimenti del centrosinistra, sul palco ci sono solo Pd, +Uno, Psi e +Europa. Assente giustificato il Movimento 5 stelle; assenti per scelta Avs , Controcorrente e Progetto civico Italia.
Faraone attacca: “Chi non è venuto ha sbagliato e ha mancato di rispetto ai presenti. Avevamo sperato in un confronto aperto, ma siamo stati troppo ottimisti. La riunione del pomeriggio – svela – ha fatto capitolare alcune presenze”.

Un impegno pregresso impedisce a Nuccio Di Paola di essere della comitiva e il coordinatore regionale M5s invia un messaggio di scuse al renziano Fabrizio Micari. La Vardera, a domanda precisa, risponde: “Ci siamo promessi di non fare più attacchi tra alleati, il perché non ci sono chiedetelo a Faraone”. Pierpaolo Montalto, co-portavoce di Avs insieme con Fabio Giambrone, chiarisce: “Non avrebbe avuto senso continuare la discussione del pomeriggio sul palco di Iv. Nessun livore, su De Luca abbiamo idee diverse riteniamo la questione chiusa ma rispetto la posizione di Faraone”.
Al tavolo del campo largo, in effetti, i toni erano stati decisamente più accesi. I continui riferimenti di De Luca alla possibilità di allearsi con il centrosinistra o con il centrodestra, la campagna acquisti di Sud chiama nord che ha pescato a piene mani nel centrodestra in vista delle Regionali e finanche il selfie con Schifani e Galvagno vengono citati come testimonianze dell’impossibilità di portare avanti un dialogo con il sindaco di Taormina.
Oddo: “Stare da una parte o dall’altra non è la stessa cosa”
Nino Oddo, vice segretario nazionale del Psi, che pure era stato uno dei primi sostenitori della necessità di includere Scn nella coalizione, allarga le braccia: “Credo che il voto sulla sfiducia a Schifani abbia avuto l’effetto di tenere unito quello schieramento – è la premessa -, tuttavia c’è un limite a tutto. Non si può dire che stare da questa parte o da quell’altra sia la stessa cosa”.

Anche Palmira Mancuso (+Europa) non vede di buon occhio l’ingresso di De Luca, mentre il segretario dem Anthony Barbagallo nel suo intervento evita ogni commento su quanto accaduto nel pomeriggio e sulle assenze della sera. Il Pd, del resto, predica prudenza agli alleati e prova ad applicare lo stesso atteggiamento nelle questioni interne.
E De Luca punge La Vardera
Chi parla, invece, è lo stesso De Luca, a Roma per tessere una trattativa che in questo momento vede in pole position Fratelli d’Italia e che passa inevitabilmente dall’approvazione della legge elettorale. Poco prima di salire su un treno il sindaco di Taormina verga un post che conferma le ricostruzioni sulle oltre due ore di confronti del campo progressista.
“Grazie agli amici siciliani del campo largo – scrive – che nel summit al quale sono stato invitato pure io (assente giustificato!) non hanno accettato la richiesta del mio figlioccio Ismaele La Vardera (ma che ingrato!) e di Avs di riscrivere nel comunicato stampa conclusivo ‘No a De Luca’”.
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Le prossime tappe del confronto nel centrosinistra
Il centrosinistra, ad ogni modo, va avanti nel suo percorso e la sensazione è che si stia prendendo tempo in attesa delle evoluzioni romane. La prossima scadenza è ottobre: prima della fine di quel mese si arriverà ad una sintesi del programma elettorale da presentare ai siciliani. All’interno troveranno posto anche i suggerimenti giunti nelle diverse tappe di ascolto dei territori organizzate nelle nove province dell’Isola.
A seguire si aprirà il dossier della candidatura alla presidenza della Regione. A quel punto si capirà se saranno le primarie il metodo per la scelta o se ci sarà la possibilità di trovare un accordo tra i partiti. In campo, al momento, La Vardera e Di Paola, mentre si attende il nome del Partito democratico.




