Cenere, un Fondo per i sindaci: | "La regione dichiari calamità"

Cenere, un Fondo per i sindaci: | “La regione dichiari calamità”

All'indomani della pioggia vulcanica che ha inondato di cenere i Comuni della fascia jonica, i sindaci delle comunità colpite si sono riuniti stamattina: la proposta è quella di proporre alla Regione l'individuazione di un fondo unico.

Emergenza Etna
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SANTA VENERINA. Individuare un fondo unico da destinare ad interventi di rimozione della cenere,questa la proposta che i sindaci delle zone colpite ieri dalla pioggia lavica, fanno alla Regione. Stamattina,infatti i primi cittadini di Acireale,Santa Venerina e Zafferana, si sono riuniti per trovare una soluzione ad un fenomeno, la caduta di cenere appunto,ormai ordinario. L’idea che i sindaci tornano a reiterare alla Regione, è quella di una somma del fondo per le Autonomie locali da cui attingere solo in base alle effettive necessità e dietro rendicontazione della Protezione civile regionale. “Proponiamo l’individuazione di un fondo – dice Nino Garozzo, sindaco di Acireale -non come elargizione a pioggia di soldi ma in base alle certificazioni di spesa calcolate dal Dipartimento regionale di protezione civile e relative ai singoli interventi a cui nel corso dell’anno si è costretti nei diversi singoli territori, con prezzi stabiliti dalla Protezione civile: non vogliamo un euro in più, al fine di poter con immediatezza avviare e ultimare le operazioni di rimozione, perchè la cenere vulcanica può causare problemi alla salute oltre che certamente rappresentare motivo di disordine sostanziale nelle strade e nelle piazze, di provato pericolo per la circolazione viaria”.

“La cenere non si scioglie come neve al sole -dice il sindaco di Santa Venerina Pappalardo – ma deve essere rimossa. Immediatamente, con un modello unico e ben concertato. Pensiamo che la Giunta regionale dovrà approvare la delibera che riconosca lo stato di calamità naturale,come ci è stato garantito circa 15 giorni fa. Lo stato emergenziale significherebbe poter accedere a procedure diverse che ormai sono indifferibili; l’Etna appartiene a tutti non solo per le sue bellezze naturali, ma anche quando crea dei problemi, ormai ripetuti e costanti che hanno già messo in ginocchio le municipalità”.


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