CATANIA – Rafforzare le misure preventive di gestione delle eventuali situazioni di rischio sull’Etna dopo la segnalazione di episodi di avvicinamento al fronte lavico nella zona interessata dalle attività effusive da parte di persone non autorizzate e, in ogni caso, a distanze troppo prossime. E’ quanto deciso a conclusione di una riunione convocata a Palazzo Minoriti dal prefetto di Catania, Pietro Signoriello sulle misure di prevenzione e sicurezza connesse all’attività eruttiva in corso nella Valle del Bove.
I Comuni di Milo, Sant’Alfio e Zafferana Etnea hanno adottato delle ordinanze che prevedono il divieto di accesso alle strade e ai sentieri che conducono alla Valle del Bove. Sono consentite, solo fino all’imbrunire, escursioni di gruppi di massimo 10 persone accompagnate da guide autorizzate. Anche a questi gruppi è vitato di avvicinarsi a una distanza inferiore a 200 metri dal fronte lavico.
Poiché il mancato rispetto delle ordinanze comporta gravissimo rischio per l’incolumità delle persone, il prefetto ha deciso di intensificare ulteriormente le attività di controllo e presidio delle vie di accesso già disposte a seguito dell’insorgenza della colata, cui provvedono le forze di polizia e il corpo Forestale regionale. La Protezione civile regionale assicurerà ulteriore azione di supporto.
Il prefetto ha sottolineato che eventuali violazioni delle prescrizioni imposte dalle ordinanze sindacali saranno soggette a denuncia ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi per inosservanza di un provvedimento emanato per ragioni di sicurezza pubblica.
Per l’accertamento di eventuali violazioni sarà fatto ricorso anche all’impiego di droni in modo da individuare eventuali contravventori che mettono in pericolo la propria incolumità e quella degli eventuali soccorritori. In conclusione, il Prefetto ha “evidenziato l’importanza di un approccio integrato e sinergico, basato sulla responsabilità condivisa, sulla comunicazione tempestiva e sulla collaborazione interistituzionale, quale presupposto imprescindibile per assicurare la pubblica incolumità”.

