PALERMO – Avvocato amministrativista e professore universitario, da sempre sedotto ma anche corteggiato dalla politica che lo ha chiamato a ricoprire importanti incarichi. Gaetano Armao è stato più volte assessore e vice presidente della Regione.
Gli ultimi incarichi
Per ultimo nel 2023 il governatore Renato Schifani lo ha nominato esperto per la gestione dei rapporti con Bruxelles e Roma relativi ai finanziamenti extra-regionali.
Fino allo scorso agosto, quando è scaduto il mandato, Armao ha ricoperto anche la carica di presidente della Commissione Tecnica Specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali della Regione Siciliana su eolico e fotovoltaico.
Il presidente Schifani lo aveva nominato nel 2023 nonostante fosse stato suo avversario all’ultima corsa per Palazzo d’Orleans. Armao si era candidato con Azione e Italia Viva. Una sfida politica che non aveva scalfito la stima professionale e personale fra i due.
Quando era assessore
Docente di Diritto amministrativo al dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali dell’Università di Palermo, classe 1962, nel suo curriculum ci sono le consulenze come esperto per diversi ministeri, per la Commissione parlamentare antimafia e per la Commissione bicamerale per le questioni regionali.
Quando alla guida della Regione c’era Raffaele Lombardo, tra il 2009 e il 2012, è stato assessore alla Presidenza, ai Beni culturali e all’Economia. Quest’ultimo ruolo gli è stato affidato anche fino al 2022 sotto la presidenza di Nello Musumeci.
Alle Regionali del 2022 la candidatura con Carlo Calenda che lo ha nominato responsabile delle politiche euromediterranee di Azione.
Insieme alla moglie, Giusi Bartolozzi, magistrato e politico, si è speso molto per la campagna referendaria sulla giustizia. Invitavano con toni aspri e a volte sopra le righe a votare Sì alla separazione delle carriere dei magistrati. Fecero rumore le parole di Bartolozzi, in prima linea nella campagna referendaria, che definì la magistratura un “plotone di esecuzione”.
Bartolozzi è stato giudice dei tribunali di Gela e Palermo, nel 2013 passa alla Corte di appello di Roma. Nel 2018 lascia la toga e Silvio Berlusconi la candida capolista alla Camera nel collegio di Agrigento. Ottiene un seggio in Parlamento con Forza Italia.
Per ultimo Bartolozzi è stato capo di gabinetto del ministro della giustizia Carlo Nordio. Incarico da cui si è dimessa lo scorso marzo. Nel frattempo è stata iscritta nel registro degli indagati per presunte false dichiarazioni rese davanti al Tribunale dei ministri: disse che Nordio nulla sapeva dell’iter che aveva portato alla liberazione del generale libico Almasri.
Gli inizi di Gaetano Armao
Formato alla scuola dei gesuiti dell’Istituto Gonzaga di Palermo e poi all’Istituto di formazione politica e sociale Pedro Arrupe, Armao era vicino alla sinistra Dc che aveva in Ciriaco De Mita la sua guida nazionale. In Sicilia i più impegnati erano Sergio Mattarella, Enrico La Loggia, Andrea Piraino e Leoluca Orlando.
Poi la parentesi di studi all’estero, alla London School of Economics e alla Harvard Law School di Boston, e l’abbraccio delle posizioni autonomiste che non verrà mai meno (ha guidato diversi movimenti). La sua formazione giuridica internazionale ne fa un tecnico stimato a cui molti si affidano: consigliere giuridico del presidente della Regione Totò Cuffaro e del sindaco di Palermo Diego Cammarata, nel 2002 consulente del ministro degli Affari regionali, Enrico La Loggia.
Con l’autonomista Lombardo arrivano i ruoli di peso nella giunta regionale.
I casi giudiziari
Ha avuto anche dei trascorsi giudiziari. Nel 2013 fu archiviata l’inchiesta che lo vedeva indagato per peculato: l’ipotesi che avesse usato l’auto blu di servizio per finalità private si concluse con un nulla di fatto.
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Il mese scorso la Cassazione ha respinto il ricorso di Armao che riteneva di avere diritto al pagamento di una maxi parcella da un milione e 300 mila euro dall’Amat, partecipata del Comune di Palermo che gestisce il trasporto pubblico.
Due anni fa un altro caso giudiziario, allora ricostruito da Livesicilia. Uno scontro durissimo tra Armao, che lo denunciò, e il procuratore regionale della Corte dei Conti Pino Zingale.




