PALERMO – Il ciclone Harry che si è abbattuto in questi giorni sulla Sicilia ha provocato ingenti danni al comparto agricolo regionale.
Ciclone Harry, interviene Confagricoltura
Confagricoltura Sicilia sta monitorando attentamente la situazione e ha avviato la conta dei danni alle aziende agricole attraverso una verifica capillare sul territorio condotta dalle Unioni Provinciali. Le province di Messina, Catania e Siracusa risultano essere le più colpite, con ripercussioni significative sulle coltivazioni e sulle strutture agricole.
Confagricoltura Sicilia assicura il proprio impegno costante al fianco degli imprenditori agricoli e continuerà a seguire da vicino l’evolversi della situazione. L’Organizzazione lavorerà, come sempre, in stretta collaborazione con le istituzioni locali e regionali per supportare gli agricoltori nella fase di ricostruzione e garantire il ripristino delle attività produttive nel più breve tempo possibile.
Complessivamente, il presidente della Regione Schifani ha stimato danni per 741 milioni di euro.
Marino: “Migliaia di posti di lavoro a rischio”
“Il ciclone Harry rischia di spazzare via nel settore agricolo e agrituristico, insieme con l’indotto, migliaia di posti di lavoro in Sicilia. Allarma, inoltre, la devastazione della rete viaria in un territorio già carente di infrastrutture. Non c’è tempo da perdere”.
Lo afferma Nino Marino, segretario della Uila Sicilia, che si dice “pronto al dialogo con le istituzioni politiche perché ogni cosa venga fatta, presto e bene, per fronteggiare i danni e intervenire nelle aree colpite”.
Il sindacalista ha espresso “gratitudine a Protezione civile, vigili del fuoco e forze dell’ordine per avere impedito che il bilancio di queste giornate fosse decisamente più pesante”. “Siamo accanto – ha aggiunto – a tutte le comunità segnate dal passaggio del ciclone, che s’è abbattuto fra l’altro sulle case realizzate da tantissime famiglie grazie a una vita di sacrifici, risparmi e fatiche. Chiediamo che venga subito disposta ogni misura, anche fiscale, perché la presenza dello Stato sia avvertita concretamente dalla popolazione di questa regione che vuole ora rialzarsi, come sempre ha fatto dopo ogni catastrofe naturale”.

