PALERMO – “E’ davvero beneaugurante l’esito dell’incontro tenutosi ieri a Roma tra il ministro della Pubblica amministrazione Gianpiero D’Alia e il governatore Crocetta sul nodo dei 20 mila precari degli enti locali siciliani”. Lo dice il deputato regionale di Voce siciliana Michele Cimino. “L’individuazione del percorso utile alla definizione della vertenza, nel rispetto delle disposizioni previste dal decreto legge sulla pubblica amministrazione, permetterà la proroga dei contratti a termine dei precari della Regione e, in modo contestuale, l’avvio delle procedure di stabilizzazione – prosegue Cimino -. Una soluzione politicamente alta quella prospettata, che permette, attraverso una circolare esplicativa del governo da una parte e una legge regionale di riordino del precariato dall’altra, di intraprendere la giusta strada. Non era infatti possibile intervenire senza le necessarie deroghe da parte del governo nazionale per potere procedere alla proroga dei contratti dei precari negli enti locali, visto e considerato che i Comuni si trovano costretti al rispetto dei vincoli sulle spese correnti, e ai parametri relativi al personale e alla dotazione organica. I presupposti normativi e finanziari per la stabilizzazione di questi lavoratori ci sono. Ora occorre la già espressa volontà politica e la collaborazione istituzionale per superare gli ostacoli che si frappongono alle stabilizzazioni e alle proroghe, che dovrebbero essere estese sino al 2016, per procedere quindi alle stabilizzazioni per un numero di lavoratori in base ai posti e alle risorse disponibili. Risulta a questo punto pienamente condivisibile la richiesta, ribadita dall’Anci, di un emendamento alla legge di stabilità, ossia di quel supporto legislativo nazionale per procedere, intanto, alla proroga dei contratti. L’obiettivo finale – conclude Cimino – per il quale lavorare è quello del riordino complessivo del precariato siciliano, nel rispetto delle norme, ma anche e soprattutto a tutela delle legittime aspettative di migliaia di lavoratori che chiedono certezze”.

