MESSINA. Si è costituito ieri mattina, accompagnato dal proprio legale Salvo Sorbello, il 25enne Filippo Scuderi di Mojo Alcantara, uno dei due indagati su cui pendeva un mandato di cattura europeo nell’ambito dell’inchiesta denominata Fiori di pesco con cui i carabinieri della Compagnia di Taormina, coordinati dalla Dda di Messina, hanno inflitto un durissimo colpo al clan Brunetto, i cui esponenti avevano esteso il controllo nella Valle dell’Alcantara. Il 25enne, così come il fratello Salvatore, già arrestato, è indagato per associazione mafiosa, ma anche per diversi reati contro il patrimonio. Scuderi si è presentato al carcere di Messina Gazzi dove erano in corso gli interrogatori di garanzia davanti al gip Monica Marino.
L’indagato al momento del blitz si trovava in Germania dove si era da poco trasferito. Un altro indagato, anch’egli raggiunto da misura cautelare, manca ancora all’appello. Si troverebbe anche lui in Germania e a breve potrebbe scattare il suo arresto.
Intanto ieri mattina si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Vincenzo Pino, Antonio Monforte e Salvatore Scuderi, tutti reclusi a Messina Gazzi, assistiti rispettivamente dagli avvocati Ernesto Pino, Michele Pansera e Salvo Sorbello. Stessa linea per Vincenzo Lomonaco, difeso dal legale Lucia Spicuzza, ritenuto dagli inquirenti il referente del clan Brunetto a Castiglione di Sicilia. Condannato in primo grado a 20 anni per associazione mafiosa, estorsione e traffico di droga nell’ambito dell’inchiesta Santa Barbara, si trova detenuto nel carcere di Bari.
E oggi si concluderanno gli interrogatori di garanzia. Tra gli indagati che saranno sentiti c’è anche Pietro Olivieri, considerato il successore alla guida del clan dopo la morte del boss Paolo Brunetto. “Carmeluccio”, assistito dal legale Salvo Sorbello, sarà interrogato nel carcere di Lanciano dove si trova detenuto nell’ambito dell’inchiesta Santa Barbara. E sempre oggi sarà sentito Salvatore Coco, di Fiumefreddo di Sicilia, sottoposto agli arresti domiciliari.

