TRAPANI- Insospettabili imprenditori al servizio del clan del più potente capomafia, il latitante Matteo Messina Denaro. Se le accuse non hanno retto in sede penale, sono state ritenute sufficiente per sequestrare prima e confiscare beni che valgono tredici milioni di euro. Dell’elenco fanno parte anche quattro imprese che producono olio. Un olio buono che incontra il favore del mercato. Le aziende, finite in amministrazione giudiziaria, hanno continuato a produrre. Non più sotto l’egida dei clan, ma con le insegne dello Stato.
Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, dei carabinieri del comando provinciale di Trapani e del Ros hanno trovato riscontro nella decisione del Tribunale misure di prevenzione di Trapani che colpisce Filippo Greco, Antonino Francesco Tancredi e Antonino Moceri. Nel 2011 i loro nomi saltarono fuori nell’inchiesta denominata Campus Belli che fece emergere i contrasti fra Leonardo Bonafede e Francesco Luppino. Quest’ultimo, forte dell’appoggio del latitante di Castelvetrano, aveva deciso di scalzare Bonafede dal vertice della famiglia di Campobello di Mazara. Nonostante i contrasti i due schieramenti andavano d’amore e d’accordo quando c’era da fare affari. I tre indagati furono arrestati, ma poi assolti dalla Corte d’appello dall’accusa di associazione mafiosa. Il processo di misure di prevenzione segue, però, un percorso autonomo rispetto a quello penale.
Gli appalti pubblici e il settore olivicolo erano fra i più remunerativi per Messina Denaro e compagni. In particolare, Bonafede fin dai primi anni Novanta avrebbe intestato fittiziamente a Tancredi e Moceri gli oleifici della Moceri Antonino & C. e dell’Eurofarida srl per evitare che lo Stato glieli sequestrasse in vista della sua condanna per mafia. Le stesse aziende negli anni sarebbero diventate dei contenitori dove trasferire capitali illeciti. Il vantaggio era duplice: da un lato si riciclavano fiumi di denaro sporco e dall’altro le aziende potevano mostrare di avere tutte le garanzie necessarie per ottenere finanziamenti pubblici. Oltre ai due oleifici la confisca riguarda anche la societa’ semplice Moceri olive e l’impresa individuale Tancredi Antonino Francesco, entrambe operanti nel settore agricolo ed olivicolo. Nel provvedimento di confisca, notificato in questi giorni dai carabinieri, anche, il compendio patrimoniale di Filippo Greco, già titolare di società immobiliari e di costruzioni nella provincia di varese, e ritenuto imprenditore di riferimento del noto Francesco Luppino.

