Continua a far discutere la vicenda della consulenza affidata a Diego Cammarata, ex vicesindaco di Palermo, che ha rinunciato all’incarico affidatogli dal senatore Angelo Cicoliani in seguito alle polemiche suscitate dalla notizia. “Le sue dimissioni sono un atto di generosità nei confronti di chi gli ha voluto dare fiducia. Questo è l’uomo Cammarata, un uomo per il quale non si può che esprimere apprezzamento umano”, ha commentato Cicolani ospite di “24 Mattino” su Radio 24.
Belisario, capogruppo di Italia dei Valori a Palazzo Madama, aveva definito la consulenza “una barzelletta di pessimo gusto, in quanto più per le sue doti nel mettere i conti a posto, Cammarata è noto per aver portato al dissesto finanziario la sua città”.
“Non gestiva niente, faceva una ricerca legislativa, un lavoro – ha attaccato Cicolani – è un brillante avvocato, forse che un avvocato non sappia fare una ricerca legislativa? Cammarata ha un curriculum specchiato, non ha pendenze penali e civili di alcun tipo”. Ma avvalersi di un altro consulente? Domanda il conduttore Alessandro Milan. “L’amministrazione è un conto, la politica è un’altra. Esistono rapporti estremamente fiduciari – risponde il senatore a Radio 24 – Cammarata è dipendente del ministero dell’Istruzione, la sua scelta non comportava alcun aggravio dei costi dello Stato. Gli avevo dato solo mille euro nette al mese per gli spostamenti da Palermo a Roma, un fondo spese. Lui faceva parte di un percorso endoprocedimentale, cosa interessa alla gente se io mi avvalgo di Tizio o di Caio per darmi delle carte”.

