PALERMO – La possibilità di spalmare il disavanzo della Regione in dieci anni, una prospettiva che darebbe respiro evitando scenari di lacrime e sangue, è più vicina. E questo dopo il passaggio positivo di ieri in Commissione Stato-Regioni. Ma il Partito democratico siciliano non ha apprezzato le parole pronunciate ieri pomeriggio dal presidente della Regione a proposito del rapporto con lo Stato e con il governo centrale. E accusa Musumeci di mettere a rischio “l’esito positivo della rateizzazione decennale del disavanzo provocando un danno enorme alla Sicilia”. Così il capogruppo all’Ars del Partito democratico Giuseppe Lupo.
La commissione paritetica ieri ha approvato una norma che può essere inserita nel milleproroghe. Come spiegato ieri da Livesicilia, l’iter non è concluso. Anzitutto la bozza di decreto attuativo diventerà esecutiva se non sottoposta all’approvazione di altri pareri. Poi il testo approderà a Palazzo Chigi, dove il Consiglio dei ministri avrà due opzioni: approvare o meno. Quindi, se ci dovesse essere l’ok, ci sarà l’emanazione da parte del presidente della Repubblica. Gli effetti così non sono immediati e per queste ragioni il governo nazionale starebbe studiando un’ipotesi più immediata: l’inserimento di una norma ‘salva Sicilia’ nel decreto mille proroghe. In alternativa alla spalmatura decennale, infatti, occorrerebbe trovare ogni anno più di 300 milioni.
Ma intanto, il Pd attacca Musumeci per le sue dichiarazioni di ieri, definite “inaccettabili” da Lupo. “Musumeci ha detto che ‘lo Stato non c’è’, che ci sono ‘ministri che pontificano emettendo giudizi improntati a ignoranza’. Le parole di Musumeci sono parole in libertà, irrispettose e prive di senso istituzionale – commenta Lupo -. Musumeci confonde il piano politico con quello istituzionale. Non può dire che il governo nazionale non è attento alla Sicilia e non può dire che lo Stato non c’è, il presidente della Regione non può usare questa espressione”.
Lupo ricorda che nella conferenza paritetica siedono i membri nominati dal ministro Francesco Boccia e che la collaborazione tra Stato e Regione è in atto: “Le difficoltà finanziarie della Regione si possono superare solo se Regione e Stato collaborano. E possono collaborare solo se da pare del governo regionale c’è un comportamento corretto sotto il profilo istituzionale”.
Antonino Ilacqua, presidente della commissione paritetica nominato dal governo nazionale spiega il senso della decisione di ieri: “Non vogliamo precipitare nell’irreparabile la situazione e abbiamo usato un senso di responsabilità condiviso. Il Mef potrebbe anche non avallare la norma, noi abbiamo espresso un parere nel senso che può essere adottata ma ministero e presidenza del Consiglio dovranno valutarne l’eventuale rilevanza e impatto rispetto ai conti dello Stato”. Intanto, il primo scoglio è stato superato. E proprio nel segno della collaborazione istituzionale.

