CATANIA – Coronavirus: aule di tribunale stracolme e pasti, nella propria abitazione, con al massimo 6 persone. Mercati rionali affollati, autobus con 40 persone in meno di 30 metri quadrati al chiuso e il divieto di consumare un panino, all’impiedi, dopo le 21.00 all’aperto.
Viaggio nei paradossi che emergono dalle nuove regole anti covid
La premessa
L’Italia sta attraversando un momento difficile e il governo ha emanato diversi decreti motivati dall’urgenza, per tentare di arginare la crescita esponenziale dei contagi. La coperta è corta, dall’analisi dell’ultimo decreto emerge il tentativo di evitare il lockdown, ma i problemi nascono con l’applicazione del provvedimento. E ogni giorno emergono numerosi paradossi, frutto anche del tentativo di mediare tra la salvaguardia della salute e la necessità di evitare il tracollo economico.
Il principio

C’è un principio alla base di ogni prescrizione: il distanziamento. In particolare, la distanza di un metro è una delle misure di sicurezza previste per evitare che, anche con la mascherina, possano essere favoriti i contagi.
L’eccezione è prevista per “i casi in cui – si legge nell’ultimo DPCM – per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi”.
Il primo paradosso


Dal focolaio all’interno della Ferrovia Circumetenea, con cinque autisti contagiati dei quali due ricoverati, emerge che l’azienda ha applicato in modo impeccabile i protocolli previsti dal decreto Conte. Negli autobus e all’interno dei mini vagoni ferroviari è possibile trasportare, rispettivamente, “40 e 79 viaggiatori”. Parliamo di 79 persone che possono essere accolte al chiuso in uno spazio che non può garantire il distanziamento. Infatti, all’interno dei bus, 40 persone possono stare in meno di 28 metri quadrati, considerando anche la parte anteriore del bus. La deroga al distanziamento che sta alla base di tutte le ordinanze e dei decreti, è espressamente prevista nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione Nello Musumeci il 15 ottobre 2020. Fino a pochi giorni prima, sui mezzi di trasporto era consentita l’occupazione del 100% dei posti disponibili.
Ristorazione
Il principio della garanzia di isolamento “rispetto a persone non conviventi”, cade nel momento in cui ci si siede al tavolo di un ristorante. Massimo 6 persone. Il possesso del tavolo, attorno al quale fare sedere i clienti, segna la nuova linea di confine tra chi deve chiudere alle 21.00 e chi, invece può restare aperto fino alle 24.00. Se un’attività, per esempio di street food, non ha l’autorizzazione all’utilizzo dei tavolini, deve chiudere in anticipo, oppure può fare la consegna a domicilio. A Catania sono sul piede di guerra i paninari, cioè coloro che vendono panini sui camion per strada, gli imprenditori proprietari dei chioschi e tutti i titolari di piccole attività di ristorazione che non hanno l’autorizzazione all’utilizzo di tavoli e sedie.
Tribunali

Gli avvocati, i giudici e tutto il personale che operano nei palazzi di giustizia, compresi gli investigatori, lavorano in scarsissime condizioni di sicurezza. Da qualche giorno una delle cancellerie penali è chiusa “in via precauzionale” e il personale posto “in isolamento” in quanto vi sarebbero stati dei contatti sospetti.
I contagi continuano ad avere una crescita esponenziale, alla politica spetta il duro compito di conciliare economia e diritto alla salute. Magari eliminando qualche paradosso.

