Amata, la casa e la collana in regalo: Palermo, nuovo verbale

L’assessore Amata, la casa e la collana in regalo: c’è un nuovo verbale

I finanzieri il 9 gennaio scorso hanno convocato l'ex segretario particolare

PALERMO – Sono le 10 del mattino di venerdì 9 gennaio 2026. I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria convocano Valeria Lo Turco come persona informata sui fatti. I “fatti” sono soprattutto i rapporti fra l’assessora Elvira Amata e Marcella Cannariato, sotto processo per corruzione.

Ne viene fuori un verbale in sui si parla dell’assunzione del nipote dell’assessora regionale al Turismo alle dipendenze della società di assicurazione dell’imprenditrice che gli ha pure pagato le spese per l’alloggio. Sono circostanze inserite nel capo di imputazione.

Si torna a parlare anche della casa dove ha abitato l’assessora Amata. La vicenda faceva parte delle contestazioni iniziali, poi è uscita dall’inchiesta evidentemente in maniera non definitiva. E si affronta anche la storia di un regalo ricevuto dal politico.

Il verbale conferma che le indagini che riguardano Elvira Amata sono tutt’altro che chiuse nonostante la Procura abbia già chiesto il rinvio a giudizio. Il verbale è stato depositato dai pubblici ministri Felice De Benedettis e Andrea Fusco all’udienza del processo in cui l’imprenditrice ha optato per il rito abbreviato, mentre il politico per l’ordinario.

La segretaria dell’assessora Amata racconta

Valeria Lo Turco è stata il capo della segretaria particolare dell’assessora al Turismo “dal 21 marzo 2023 al 13 gennaio 2025. Poi sono stata licenziata, ma non conosco le motivazioni”. Amata e Cannariato si sono conosciute “durante un evento romano” e “successivamente tra le due donne è nato un rapporto di amicizia o comunque di frequentazione abituale”.

Secondo l’accusa, il patto corruttivo passò da un finanziamento di 30 mila euro che l’assessorato assegnò per il convegno “Donna, economia e potere” alla Fondazione Marisa Bellisario di cui Cannariato era rappresentante in Sicilia. I soldi sarebbero arrivati in cambio di un lavoro per il nipote dell’assessora Amata.

Lo Turco sapeva dell’assunzione e anche delle spese di alloggio pagate dall’imprenditrice che spesso si sfogava con l’ex capo della segreteria: “Cannariato si è lamentata in più occasioni di tale circostanza, io ricevevo tali sfoghi, l’unica cosa che mi sentivo di suggerire era quella di parlarne direttamente con l’assessore”.

Tra le intercettazioni agli atti del processo ci sono le parole di Cannariato: “Non è che posso pagare in eterno 700 al mese a gratis su un ragazzino oltre allo stipendio, saranno qualche 3.000 euro… fino a un certo punto… è tuo nipote non in il mio”.

“Non può dire più niente, lei di no non me lo può dire perché la scanno viva”, aggiunse una volta Cannariato parlando con Lo Turco. Era il 16 febbraio 2024 quando Cannariato metteva in chiaro il livello dei propri rapporti con l’esponente di Fratelli d’Italia nel governo Schifani.

Gli sfoghi e la casa

“Sfoghi”, li definisce Lo Turco sentita dai finanzieri. Cannariato “sosteneva di poter avanzare delle pretese nei confronti dell’assessore e io mi limitavo a prendere atto di queste sue affermazioni”.

Anche l’assessora ha vissuto in una casa di proprietà di Cannariato con un contratto di affitto a un prezzo considerato dagli investigatori inferiore a quello di mercato. “Come devo stare secondo te in questa meraviglia di casa, ma una statua d’oro ti farei”, diceva Amata a Cannariato. Un episodio ricostruito dai finanzieri per descrivere il rapporto fra le due donne. Non compare più nel capo di imputazione, ma l’interesse investigativo resta forte.

“Se io do ospitalità gratuita proprio all’assessora… i giornalisti di questo vanno a caccia…”, diceva Cannariato. “Lei pensava di non pagare niente”, aggiunse un’altra volta. In realtà alla fine si misero d’accordo per sottoscrivere un contratto di locazione. Alcune mensilità arretrate “da novembre 2023 a marzo 2024” sarebbero state pagate “cash – precisò Cannariato – perché io il contratto non lo posso fare retroattivo”.

Nel corso dell’interrogatorio dei mesi scorsi i pm chiesero chiarimenti ad Amata, la quale spiegò di avere pagato nel momento in cui ha ricevuto la fattura. Una questione di tempi, di sicuro non il do ut des di un patto corruttivo.

L’argomento torna di attualità nel verbale di Lo Turco. Anche lei ha vissuto, pagando, in una casa di Cannariato: “Si trattava di un unico appartamento con due contratti di locazione separati, 500 euro a testa. Per quanto mi riguarda non c’è mai stata nessuna possibilità o pensiero che tale immobile potesse essermi concesso a titolo gratuito mentre non so dirvi quale fossero gli accordi tra Amato e Cannariato. Non sono a conoscenza se ha pagato gli arretrati… Cannariato non mi ha mai detto nulla al riguardo”.

Lo Turco dice di avere sentito parlare di una macchina e dei buoni benzina che Cannariato avrebbe messo a disposizione di Amata a titolo gratuito durante la campagna elettorale per le Europee del giugno 2024: “Ne ho sentito parlare sia dall’assessore che da Pippo Martino (era capo di gabinetto dell’assessora ndr) e da Marcella Cannariato”.

Infine c’è una domanda dei finanzieri su una vicenda rimasta nelle retrovie delle indagini, di cui si è occupata in passato anche la trasmissione Report. “Ci sono stati altri imprenditori che hanno elargito particolari regali all’assessore Amata?Ricorda in particolare di una collana d’oro?”.

La collana in regalo

Si sarebbe trattato di un dono di Antonella Ferrara. “Non mi risulta, ma se anche fosse non credo che ci sarebbe niente di male”, tagliò corto l’organizzatrice della prestigiosa manifestazione Taobuk a Taomina che riceve finanziamenti anche dalla Regione siciliana.

Qualche ricordo più nitido sostiene di averlo Valeria Lo Turco che ai finanzieri spiega: “Sì ricordo che in un’occasione notai una bella collana di consistente valore e l’assessore Amata mi riferì che gliel’aveva regalata Antonella Ferrara per il suo compleanno. Antonella Ferrara è la madrina organizzatrice del Taobuk. Non sono a conoscenza del fatto che fossero amiche, ritengo di sì. Non sono a conoscenza del valore effettivo della collana (si parlerebbe di mille euro, ndr); ma appariva in maniera evidente che si trattava di un pezzo di valore”.

Ora il verbale dell’ex segretaria particolare, ascoltata all’inizio del nuovo anno, fa parte del processo che vede imputata l’imprenditrice Cannariato e l’assessora Amata che uscendo dal Tribunale ha detto: “Vado avanti a testa alta anche se sono molto amareggiata. Ho la consapevolezza di essere totalmente estranea ai fatti”.


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