PALERMO – “Adesso c’è pure l’imprimatur della Corte dei Conti: la Reset, la società creata da Orlando sulle ceneri della Gesip, è un obbrobrio giuridico e su cui il Comune ha fornito notizie lacunose”. Lo afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Palermo, che prosegue: “Stamattina, con i colleghi della Terza Commissione Consiliare, abbiamo ricevuto il presidente dalla Reset Antonio Perniciaro. Nel corso dell’audizione, è venuto fuori che la Sezione di Controllo per la Regione Siciliana della Corte, nella seduta dello scorso 27 ottobre, presieduta da Maurizio Graffeo coadiuvato da Licia Centro e Francesco Albo, ha chiesto maggiori e più approfondite informazioni sulla costituzione della società consortile Reset, dopo che il Comune è stato accusato di essere stato “alquanto laconico”, come io stesso sostengo da quando è stata creata. Inoltre, la Corte dei Conti vuole vederci chiaro soprattutto sul sistema di controllo del Comune nei confronti delle società partecipate, un ufficio che accusa carenze d’organico e senza adeguate risorse finanziarie e strumentali. Insomma, ancora una volta la Corte punta l’indice sulle tante partecipate del Comune, che purtroppo continuano ad essere una pesantissima palla al piede nel bilancio di Palazzo delle Aquile, soprattutto perché spesso la loro gestione è stata messa sotto la lente d’ingrandimento dei giudici contabili, che sollevano rilievi soprattutto sulle carenze di un’attenta analisi economico-finanziaria dei costi di gestione e sul troppo dilungarsi delle procedure di liquidazione di alcune, come ad esempio la Palermo Ambiente, in liquidazione dal 2010. Mi auguro che i rilievi mossi dalla Corte dei Conti spingano il sindaco e i suoi assessori ad adottare i necessari correttivi per evitare che le partecipate possano portare al collasso del bilancio comunale”.
“L’imperativo dovrebbe essere “contenere e ottimizzare le spese per offrire servizi efficienti alla città”. Oggi la Terza commissione ha incontrato il presidente della Reset, la società che sostanzialmente è subentrata alla Gesip nei servizi di pulizia degli immobili comunali e non solo. Dall’analisi di alcuni documenti contabili, che tuttavia non sono stati trasmessi dall’Amministrazione in modo tale da garantire al Consiglio lo svolgimento del controllo analogo, emergono alcune criticità che sostanzialmente caratterizzano un po’ la gestione delle partecipate comunali”. Lo dice Nadia Spallitta del Pd. “In primo luogo la Reset, che ha un contratto di servizio da 29 milioni di euro e una dotazione di 1.690 dipendenti, affida ogni anno consulenze esterne per circa 400 mila euro, a mio avviso in contrasto con i divieti sanciti dal Consiglio in materia e con i parametri cui gli enti e le società partecipate devono sottostare. Le consulenze, tra l’altro, sono affidate senza gare di evidenza pubblica e in assenza dell’obbligatorio regolamento. Motivi per i quali mi riservo di acquisire la relativa documentazione da trasmettere alla Corte dei conti che, tra l’altro, in una nota dell’ottobre 2015 ha censurato i rendiconti per gli anni 2012, 2013 e 2014 del Comune proprio in relazione ai bilanci delle partecipate. Anche la Reset procede con il nolo dei mezzi e l’esternalizzazione dei servizi informatici (pur avendo tra le consociate la Sispi), oltre ad appaltare la gestione delle buste paga e avvalersi perlopiù di ditte esterne per le manutenzioni e le riparazioni. Per cui ancora una volta, a mio avviso, sarebbe opportuna una politica di maggiore contenimento dei costi, anche a vantaggio degli stessi lavoratori che al momento svolgono 29 ore settimanali (prestazione inferiore rispetto agli standard minimi di 32 ore) Se è vero l’impegno di questa società rivolto a garantire i servizi di pulizia dei beni e nonostante il numero di dipendenti, ci sono parti della città, soprattutto nelle zone periferiche, che mantengono la loro condizione di degrado e necessiterebbero di interventi più efficienti. Sarebbero auspicabili in tal senso una maggiore sinergia e azioni coordinate con le altre partecipate e con la stessa Amministrazione”.

