Cracolici di fuoco “Schifani e quel rischio Cuffaro..."

Cracolici di fuoco: “Schifani e quel rischio Cuffaro…”

La polemica sulla candidatura, le bordate dell'onorevole Pd.
REGIONALI - L'INTERVISTA
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“Renato Schifani è coinvolto nella vicenda Montante. Io gli auguro di essere assolto. Ma, se fosse condannato, dopo una eventuale elezione a presidente della Regione, si riproporrebbe la situazione della presidenza Cuffaro, con un governo delegittimato. E non ci sarebbe nemmeno bisogno di aspettare la sentenza per la delegittimazione di cui parlo. Avremmo un presidente politicamente azzoppato, in un clima di sospetti, con decisioni importantissime da prendere sulle risorse, sulle scelte, su tutto. Ecco perché la Sicilia rischia un danno d’immagine e rischia grosso”.

Antonello Cracolici, deputato regionale del Pd, dopo il grande rifiuto della candidatura alle nazionali, le successive polemiche e la ricandidatura all’Ars, va all’assalto del centrodestra. E, come si dice, non la tocca piano.

Onorevole Cracolici, teme così tanto la vittoria del candidato dell’altra squadra da darla, come si potrebbe percepire, quasi per cosa fatta?
“Io non temo niente, Caterina Chinnici ha tutte le possibilità di vincere. Pongo un problema che riguarda i siciliani. Non possiamo permetterci, nel caso di una elezione di Schifani, una guida che risulterebbe, appunto, delegittimata. E’ già accaduto con Totò Cuffaro, che si dimise e che fu, comunque, dichiarato sospeso dalle legge 55 /‘90”.

Non sono situazioni diverse, scusi?
“Dal punto di vista del diritto il discorso va approfondito dagli esperti. Dal punto di vista politico siamo davanti a una ipoteca terribile, proprio come quella di Cuffaro. Anche Raffaele Lombardo ebbe un’ombra simile. Poi sono arrivati due presidenti, Rosario Crocetta e Nello Musumeci, che hanno fallito politicamente. Infatti non sono stati ricandidati”.

Ma voi con Lombardo avevate un certo feeling, se non ricordiamo male. E Crocetta era il vostro governatore…
La storia con Crocetta è molto più complessa. Con Lombardo approfondimmo, semplicemente, la crisi del centrodestra. Comunque, anche qui, il punto resta politico. E’ evidente che l’elezione diretta del presidente non sta funzionando come dovrebbe e lo dico a malincuore, essendone stato un fautore. Ecco perché, senza tornare indietro, sarebbe utile trovare dei correttivi”.

Torniamo a Renato Schifani.
“Insisto. Se dovesse vincere, scenario che cercheremo di scongiurare con tutte le nostre forze, saremmo sospesi in una sorta di limbo, in attesa della sentenza, e poi potremmo assistere, se fosse condannato e non glielo auguro, ripeto, allo sfascio del sistema. Avremmo un governo e un presidente delegittimati: è la parola giusta, non ne trovo altre. Ecco perché la scelta del centrodestra è un atto contro la Sicilia, Ma della Sicilia il centrodestra se ne infischia”.

Non è che il suo Pd sia messo benissimo, con riferimento ai fischi...
“Non ho problemi a riconoscere la nostra crisi per le candidature nazionali in Sicilia, che hanno mortificato la classe dirigente locale. Abbiamo dato un messaggio miope, come se questa terra fosse una colonia”.

Di chi è la colpa maggiore?
“Della scarsa autorevolezza del Pd siciliano che ha mostrato tutta la sua subalternità”.

Il 26 settembre, se il centrodestra vincesse sia in Sicilia che a Roma, chi salterebbe prima: Enrico Letta o il segretario regionale, Anthony Barbagallo?
“Nessuno dei due. Il tema è sapere quale Pd sia utile e capire che il Pd siciliano non è la filiale decentrata di una ditta. E’ una esperienza che merita rispetto”.

E’ meno facile vincere in Sicilia o a Roma, secondo lei?
“Qui partivamo bene, con il centrodestra diviso tra Schifani, De Luca e Armao. C’era una solida prospettiva di alternanza e di vittoria. La rottura dei Cinque Stelle è stata, lo ribadisco, un atto di tradimento. Qui, per rispondere, sarebbe stato più semplice. Confido che la forza di Caterina Chinnici attragga il consenso anche di chi voterà per altri schieramenti. Peccato perché, senza il tradimento dei grillini, avremmo vinto sicuramente”. (Roberto Puglisi)


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Commenti

    Ma dove eri quando la finocchiaro ha dato un incarico al marito ( senza gara ) al marito per più di un milione di euro e mi sembra che non è stata la sola… tutti con cuffare ce l avete poi vibgjarate dall altro latobse ad essere collusi w sbagliare sono i comunisti

    Commenti miserabili da veri comunisti….quello slmeno ha pagato vediamo wuanti del pd hanno sbagliato e non pagano….che è peggio

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