“Le autorità svizzere ci hanno comunicato il bilancio si tratta di 47 vittime e 112 feriti, di questi 5 sono in gravissime condizioni”, per quanto riguarda gli italiani, “ci sono sei dispersi e 13 ricoverati” ma “l’elenco completo dei feriti italiani ci sarà dato in mattinata”. A dichiararlo l’ambasciatore in Svizzera Gian Lorenzo Cornado in un ultimo aggiornamento sull’incendio di Crans-Montana.
I familiari e gli amici dei ragazzi coinvolti nella strage di Crans-Montana entrano ed escono dal Centro congressi dove sanitari, psicologi e forze di polizia li attendono per dare loro notizie sulla sorte dei loro cari e un sostegno. Molti di loro escono in lacrime.
Tra i feriti nella strage c’è anche l’imprenditrice Alessandra Galli De Min, 55 anni, originaria di Belluno ma residente da oltre vent’anni a Ginevra. La donna ha riportato ustioni in diverse parti del corpo, in particolare alle mani e al volto, ma non sarebbe in pericolo di vita. Secondo una prima ricostruzione, la donna avrebbe accompagnato i tre figli adolescenti alla serata.
Allo scoppio del rogo sarebbero riusciti a mettersi in salvo e sono rimasti illesi, mentre la 55enne ha riportato alcune ferite ed è stata accompagnata all’ospedale universitario di Zurigo.
Il padre di uno dei ragazzi feriti: “Mio figlio sta male ed è ricoverato”
“Mio figlio sta male, però sta bene perché è vivo e questa è la cosa più importante per noi”. Lo ha spiegato Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei due sedicenni ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano.
“Ha ustioni sul 30, 40% del corpo – ha spiegato il padre –. Ringraziando il cielo ha ustioni sulle braccia e sulla schiena e sui capelli. È stato colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale. Ci ho parlato mentre lo soccorrevo insieme ad altre due persone che ho portato giù in ospedale”.
Musumeci firma il decreto per la mobilitazione della Protezione civile
“In questi minuti sto firmando il decreto per dichiarare lo stato di mobilitazione nazionale del servizio di protezione civile. È uno strumento che consente a tutte le strutture di protezione civile italiane, quindi non soltanto quelle delle regioni confinanti del Nord Italia, che si sono già attivate per altro, di poter intervenire con uomini e mezzi. Questo avviene quando il paese colpito dalla calamità non è più nelle condizioni di far fronte all’emergenza”. Lo ha annunciato il ministro per la protezione civile Nello Musumeci a Coffee Break su La7. (

