PALERMO – Il rimpasto può attendere. Rosario Crocetta abbandona i propositi bellicosi di un governo del presidente. E dopo che i quotidiani per giorni hanno titolato “oggi (o domani al massimo) Crocetta fa il governo”, è il presidente a frenare. La notte ha portato consiglio e il governatore si sveglia scrivendo sulla sua pagina facebook un “pizzino fuori sacco”, con tanto di citazione di Pirandello.
“Cuj poi jiri pi terra nun vaja pi mari, soprattutto quando il mare presenta l’instabilità dei cambi stagionali e attraversarlo presenta molte incognite -scrive Crocetta -. Ho scelto di evitare la logica dell’avventura e coinvolgere tutti. Una traversata in mare aperto e tempestoso, non mi appare opportuna, quando vi è un percorso sicuro che può aiutare la Sicilia a uscire dalle vicende di un passato che la perseguita. Io credo che ce la faremo”.
E qui arriva la ctazione del Berretto a sonagli: “Ma mentre penso questo, penso ad un testo tratto da Pirandello: ‘La corda civile, signora. Deve sapere che abbiamo tutti come tre corde d’orologio in testa.La seria, la civile, la pazza. Soprattutto, dovendo vivere in società, ci serve la civile; per cui sta qua, in mezzo alla fronte. – Ci mangeremmo tutti, signora mia, l’un l’altro, come tanti cani arrabbiati. – Non si può. – Io mi mangerei – per modo d’esempio – il signor Fifì. – Non si può. E che faccio allora? Do una giratina così alla corda civile e gli vado innanzi con cera sorridente, la mano protesa: – «Oh quanto m’è grato vedervi, caro il mio signor Fifì!». Capisce, signora? Ma può venire il momento che le acque s’intorbidano. E allora… allora io cerco, prima, di girare qua la corda seria, per chiarire, rimettere le cose a posto, dare le mie ragioni, dire quattro e quattr’otto, senza tante storie, quello che devo. Che se poi non mi riesce in nessun modo, sferro, signora, la corda pazza, perdo la vista degli occhi e non so più quello che faccio!’. E chi può dire che Pirandello avesse torto? Il vostro Rosario”.
Insomma, dopo le notizie non troppo rassicuranti arrivate da Roma, le frenate continue dei renziani e dell’alleato di Faraone Cardinale, Crocetta ha capito che non era il caso di forzare la mano con gli ultimatum (rivelatisi puntualmente un bluff) e che i maggiorenti del Pd non l’avrebbero seguito in scelte avventurose. Il rimpasto può attendere i riti de vertici di maggioranza. Gli assessori azzerati (solo a parole) la settimana scorsa, restano tutti al loro posto per ora. Domani chissà. La corda pazza è sempre in agguato.

