Palermo, inchiesta bonus edilizi: restituiti beni a un imprenditore

Inchiesta sui bonus edilizi, restituiti beni per 1,6 milioni a un imprenditore

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Lo ha deciso la Corte dei Conti

PALERMO – La magistratura contabile non ha alcuna competenza, la vicenda riguarda la giustizia tributaria. La Corte dei Conti dichiara il difetto di giurisdizione e revoca il sequestro dei beni di Salvatore Lo Bosco, 45 anni, imprenditore palermitano residente ad Altavilla Milicia.

Il collegio composto dal presidente Anna Luisa Carra e dai giudici Giuseppe Di Pietro e Francesco Antonino Cancilla (relatore ed estensore) ha accolto il reclamo della difesa e dichiarato inammissibile l’ordinanza di sequestro conservativo decisa dal giudice monocratico che lo scorso agosto ha accolto la richiesta del pubblico ministero contabile.

La Guardia di finanza ha indagato su presunti crediti d’imposta ottenuti irregolarmente attraverso i bonus edilizi. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere lavori sovrafatturati relativi a oltre cento soggetti, tra condomìni e immobili situati in diversi comuni del Palermitano.

Le contestazioni

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’imprenditore avrebbe generato falsi bonus edilizi per complessivi 2,6 milioni di euro. Diverse le contestazioni: certificazione di fine lavori anticipata per non rientrare nelle modifiche sulle percentuali dei crediti maturati, capitolati e preventivi di spesa gonfiati per far lievitare l’ammontare del credito d’imposta spettante.

I beni sequestrati e restituiti

Sotto sequestro erano finiti sei immobili tra Altavilla Milicia, Bagheria e Palermo, terreni, quote societarie auto, moto, lingotti d’oro e una collezione di dieci orologi. Il provvedimento serviva a conservare i beni in attesa che le sentenze certificassero il danno erariale subito dallo Stato.

Ed ecco il cuore del ricorso presentato dagli avvocati Marco Clementi e Stefano Cultrera che mette un punto fermo di cui non si potrà non tenere conto in futuro e in altri procedimenti.

La norma attribuisce al contribuente tre modalità per godere del beneficio della detrazione fiscale: utilizzo diretto in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, sconto in fattura anticipato dal fornitore con contestuale maturazione del credito d’imposta in capo a quest’ultimo, cessione del credito a terzi soggetti.

Cosa sosteneva l’accusa contabile

Secondo il pubblico ministero contabile, le opzioni dello sconto in fattura e della cessione del credito determinerebbero la trasformazione del beneficio in finanziamento pubblico e dunque in caso di ipotesi fraudolente ci si troverebbe difronte ad una ipotesi di danno erariale.

Il collegio cassa questa impostazione perché “si perverrebbe al risultato manifestamente paradossale di far dipendere l’individuazione del giudice munito di giurisdizione unicamente dalla modalità contingente con cui il privato ha scelto di fruire del vantaggio fiscale”.

Per uno stesso fatto si potrebbe sdoppiare la competenza: giurisdizione della Corte di giustizia tributaria, nel caso in cui il committente abbia optato per la detrazione fiscale ordinaria, e giurisdizione della Corte dei Conti nel caso sia stata scelta l’opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito.

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Frammentazione impossibile

Una frammentazione che creerebbe “inevitabili rischi di giudicati contrastanti e di incertezze”. Una impostazione che, scrivono i giudici, “contrasta radicalmente con il principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge”.

Il sistema normativo “non lascia alcun vuoto di tutela che possa legittimare l’intervento suppletivo della Procura contabile, giacché l’azione repressiva e reintegratoria dell’Erario è specificamente intestata all’Amministrazione Finanziaria per il tramite degli atti impositivi tipici previsti dal legislatore in materia tributaria. Risulta perciò evidente l’esclusività della giurisdizione delle Corti di Giustizia Tributaria e l’inammissibilità, nella fattispecie in esame, di un concorrente “doppio binario”. Da qui il dissequestro dei beni bloccati a metà agosto scorso.


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