PALERMO – “Mentre un’inchiesta giudiziaria, ancora nella fase iniziale, riguarda alcuni soggetti operanti a vario titolo nel settore, SAMO ETS ribadisce piena fiducia nella magistratura”. È quanto si legge in una nota firmata da Ermanno Zancla, vicepresidente di Samo ETS, che invita a tenere distinti il piano delle indagini e quello dell’attività quotidiana degli operatori delle cure palliative.
“Le responsabilità, se vi saranno, saranno accertate nelle sedi proprie”, sottolinea Zancla. “Da un lato le indagini. Dall’altro le cure palliative: centinaia di operatori che ogni giorno, con dedizione, abnegazione e umanità, accompagnano i malati terminali e le loro famiglie nelle ore più fragili e più silenziose dell’esistenza. Un’inchiesta ancora allo stato iniziale non intacca in alcun modo questo impegno, e nessuno può usarla per metterlo in discussione”.
La contestazione al decreto regionale
Nel comunicato l’associazione richiama la specificità delle cure palliative, definite un servizio legato alla dignità della persona e alla tutela delle famiglie, che richiede tempo, ascolto, continuità e un rapporto di fiducia. Da qui la critica alla direzione del decreto della Regione Siciliana, D.A. 588/2025, che prefigura un “sistema aperto” ispirato alla “maggiore concorrenza”.
Secondo Samo ETS, ricondurre le cure palliative a logiche di mercato non terrebbe conto delle esigenze specifiche dei malati terminali e dei loro familiari. La nota sostiene inoltre che nessuna direttiva europea imponga questa impostazione e richiama la disciplina comunitaria dei servizi nel mercato interno, la sentenza ASADE del 2022 della Corte di giustizia dell’Unione europea e il principio secondo cui i servizi di assistenza alla persona possono essere riservati agli enti senza scopo di lucro, purché il sistema sia trasparente e orientato a finalità sociali.
L’associazione richiama anche gli orientamenti della Corte costituzionale e del Consiglio di Stato, oltre alle disposizioni del Codice dei contratti pubblici. Secondo Samo ETS, il decreto siciliano si muoverebbe quindi in controtendenza rispetto agli indirizzi europei e nazionali.
“La priorità è raggiungere chi oggi resta escluso”
Un altro punto sollevato riguarda l’accesso alle cure. Nel comunicato si evidenzia che i servizi di cure palliative sono ancora sottoutilizzati e che le reti esistenti non lavorano a pieno regime. Per l’associazione, la priorità dovrebbe essere rafforzare il sistema e raggiungere i malati che oggi non riescono ad accedere all’assistenza, anziché introdurre meccanismi di concorrenza.
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Samo ETS avverte inoltre che una gara basata prevalentemente sul prezzo potrebbe penalizzare gli enti che investono in personale qualificato e nella continuità della relazione assistenziale, con possibili ripercussioni sulla qualità, sulla presenza territoriale e sul rapporto con le famiglie.
L’associazione precisa di non chiedere privilegi, ma “regole rigorose, trasparenza e controlli pieni”. La proposta è un sistema di accreditamento fondato sulla qualità, da misurare anche attraverso l’esperienza riferita dai pazienti e dai loro familiari. La nota si conclude con un messaggio netto: “Le cure palliative non sono una merce: sono la prova più alta di quanto una comunità sappia prendersi cura dei suoi malati”.




