CATANIA – Il commiato di Francesco Gargaro. Il comandante provinciale dei carabinieri di Catania ha deciso di affidare ai giornalisti il suo saluto alla città di Catania e ai suoi collaboratori che “in questi due anni mi hanno seguito in maniera fedele”. Nessun rammarico, tranne “forse non vedere concretizzata qualche operazione di servizio”. Un bilancio positivo quello tracciato dal colonnello Gargaro. “Abbiamo avuto risultati evidenti sia contro la criminalità organizzata che contro il crimine diffuso”. Sono 21 le operazioni antimafia eseguite da gennaio 2016 ad oggi. Si parte da febbraio 2016 con i 109 arresti della maxi operazione Viceré che ha decapitato a livello orizzontale e verticale i Laudani. Ma sono stati decine i blitz che hanno azzerato clan mafiosi catanesi e operativi in diverse zone del calatino e dei paesi dell’Etna. Nessuna famiglia mafiosa è rimasta indenne. Il 2017 poi si è aperto con l’arresto di Andrea Nizza, inserito nella lista del Viminale come uno dei latitanti più pericolosi da catturare. Obiettivi centrati grazie allo “sforzo di militari straordinari”. Gargaro non lesina complimenti agli uomini con cui ha lavorato in questi due anni.
Reati in calo, anche se forse i cittadini si sentono meno sicuri. Bisogna distinguere infatti la sicurezza reale da quella percepita. “Non c’è un aumento dei reati ma le modalità sono diventate più violente”, spiega Gargaro. In tema di sicurezza però il comandante ha rilevato una spiccata attenzione da parte dei cittadini che “hanno contribuito a segnalare situazioni sospette che poi si sono trasformate in indagini di polizia giudiziaria”. Già due anni fa, quando si era presentato alla stampa, Gargaro aveva parlato di sicurezza partecipata. E in questi due anni ha ritrovato da parte dei cittadini una grande collaborazione. Come non evidenziare il grande senso civico dimostrato con l’omicidio di Palagonia. Anche in tema di fatti di sangue i risultati sono soddisfacenti. “Su tredici omicidi ne sono stati risolti 10”. E tra quelli irrisolti c’è un caso di lupara bianca. Quello su Jonathan Pasqualino.
In tema di terrorismo Gargaro si sente di dire che il “centro storico di Catania è più sicuro”. Catania è una delle città che rientra in un progetto nazionale che ha portato sul territorio “le aliquote antiterrorismo di pronto intervento”.
Tanto è stato fatto anche sul fronte della violenza contro le donne. “La saletta rosa che abbiamo istituito vi posso dire che è sempre molto affollata”. E sono diverse le denunce che si sono concluse con un arresto.
Sorride Gargaro snocciolando gli obiettivi raggiunti, evidenziando però che “si può sempre migliorare”. Il comandante è in partenza per Roma dove lavorerà nell’ufficio del Comando Generale. Al suo posto arriva Raffaele Covetti. Una raccomandazione che farebbe al suo successore? “Di non parlare con i giornalisti”, risponde ironico. Anche se poi, alla fine dell’incontro, rivolge ai cronisti un “sentito grazie”.

