Detenzione di armi, due condanne |per il blitz di viale Regione

Detenzione di armi, due condanne |per il blitz di viale Regione

Lo scorso luglio la spettacolare operazione della polizia che nella circonvallazione di Palermo stoppa e il traffico e arresta i due giovani trovati con un fucile e un mitra. Poi la scoperta dell'arsenale a casa di uno dei due e oggi la sentenza di condanna (nella foto una fase dell'arresto).

Le armi sequestrate a Deiana (clicca per ingrandire)

PALERMO – Due anni con pena sospesa patteggiati dal nordafricano Karim Mohamed e 2 anni e dieci mesi per David Deiana, di Cinisi (Palermo), entrambi di 26 anni. Sono le condanne ai danni dei due protagonisti di uno dei più spettacolari arresti degli ultimi anni a Palermo. A bordo di una Fiat Panda, i due giovani sono stati fermati il 20 luglio scorso in viale Regione siciliana, all’altezza di piazza Einstein, in piena ora di punta. I poliziotti, armati e con giubbotti antiproiettili, dopo un breve inseguimento fra le numerose auto che transitavano per la circonvallazione, hanno stoppato il traffico e si sono fiondati sulla vettura, hanno fatto sdraiare i due sospetti faccia in giù sull’asfalto e all’interno dell’auto hanno trovato un fucile e una mitraglietta.

Ma quello era solo l’inizio. Il giorno dopo, infatti, a casa di Deiana, che era già stato arrestato dall’Interpol per fatti simili, la polizia ha trovato carabine ad aria compressa, scimitarre, una pistola, una balestra e coltelli a serramanico. Le armi erano ben nascoste nella casa di Terrasini del 26enne. Dietro una stufa a legna c’erano una carabina ad aria compressa con cannocchiale di precisione e una scimitarra, dentro la stufa, invece, una pistola Beretta con matricola abrasa, caricatore e 8 cartucce. Dentro un armadio della camera da letto un’altra carabina ad aria compressa, una balestra con dardi, numerosi coltelli, alcuni dei quali a serramanico, pugnali, un manganello telescopico e due manganelli del modello utilizzato delle forze dell’ordine.

In camera da letto, appese al muro, c’erano altre due grosse scimitarre e pugnali usati nelle arti marziali. Poi c’era un camerino adibito a laboratorio con coltelli, pugnali, scimitarre, cerbottane con dardi e cartucce di vario calibro. E uno sgabuzzino dedito alla pulizia e riparazione delle armi.

A Deiana, difeso dall’avvocato Claudio Gallina Montana, nonostante la recidiva, sono state riconosciute le attenuanti generiche. Il giovane ha spiegato che il suo era un commercio destinato solo a fare qualche soldo, negando così il coinvolgimento negli ambiti del traffico d’armi internazionale e dello spaccio di droga. Indagini sono ancora in corso per individuare il fornitore di Deiana.


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