CARINI – Dalla droga alle rapine. E c’è pure l’assalto in casa di un anziano costretto sulla sedia a rotelle. È lunga la lista di reati contestata dai carabinieri a otto persone. Due sono finite in carcere. Per sei è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini dei militari della compagnia di Carini sono partite dallo spaccio di droga e hanno fatto luce su una fitta rete di episodi avvenuti tra luglio 2012 e marzo 2013.
In cella sono finiti Bartolomeo Esposito, 25 anni di Carini e Giuseppa Castigliola, 27 anni, residente a Cinisi. Entrambi sono pregiudicati. Obbligo di presentazione per Alessandro Fanara (32 anni di Carini),Francesco Paolo Siino (47 anni, di Capaci), Rosario Mannino (33 anni, di Carini), Maria Pitrone (52 anni, di Palermo), Antonio Pagano (23 anni, di Palermo), Francesco Castigliola (19 anni, di Palermo), Maurizio Mineo (30 anni, di Partinico), Salvatore Leto (51 anni, di Palermo), Salvatore Amato (20 anni, di Carini), Antonino Balsamo (21 anni, di Diesdorf, in Svizzera).
Nell’estate di due anni fa i carabinieri di Capaci bloccarono un minorenne. Secondo l’accusa, era uno dei giovani pusher al servizio di Esposito. I telefoni sono finiti sotto controllo e i militari hanno intercettato parole come “erba” e “bustine” dal significato inequivocabile. Da lì è venuta a galla una fitta rete di spaccio di marijuana e hashish. Poi, i militari sono andati oltre.
L’indagine, tuttavia, non si è limitata alla droga. Si è scoperta, infatti, una lunga scia di furti. È stato rubato di tutto: prodotti alimentari, macchine, ciclomotori, elettrodomestici, benzina da un mezzo dell’Ato che si occupa della raccolta dei rifiuti, rame, ferro e infissi in alluminio. A proposito dei furti, Esposito è stato intercettato mentre festeggiava per il bottino trovato in un magazzino: “… mi sono fatto un laboratorio… 50 chili di mozzarella, wurstel, panna… un macello di cose”. Parte della merce sarebbe stata venduta anche a parenti e amici a prezzo scontato.
C’è poi un episodio particolarmente grave. Nel gennaio 2013 due donne convinsero un anziano sulla sedia a rotelle ad aprirgli la porta: “Dobbiamo andare in bagno”. Una volta dentro, aprirono la finestra e fecero entrare in casa un uomo. Fu quest’ultimo ad immobilizzare l’anziano con il telo del bagno. Alla fine, dopo avere rovistato tutto, il bottino fu magro: un telefonino. L’unica persona identificata è la Castigliola. A lei si è arrivata da un’intercettazione in cui la donna spiegava ad un uomo che stava utilizzando il telefono “preso al nonno, al nonno di Trappeto”.

