L'isola rinnega "la sindaca" | La Nicolini fuori dal Comune

L’isola rinnega “la sindaca” | La Nicolini fuori dal Comune

E' scollamento coi cittadini. Torna sindaco dopo 16 anni Totò Martello. Il voto in provincia

LAMPEDUSA – Un risultato molto al di sotto delle aspettative per “la sindaca” di Lampedusa Giusi Nicolini. Vittoria netta di Salvatore, detto Totò, Martello che, con 1.566 voti, ridiventa sindaco di Lampedusa e Linosa dopo quindici anni. Secondo arrivato è Filippo Mannino che andrà all’opposizione e che ha raggiunto il traguardo dei 1.116 voti. Terza e fuori dall’amministrazione il sindaco uscente, Giusi Nicolini che, con 908 voti non è riuscita nemmeno ad avere consiglieri di opposizione. Quarta ed ultima la ex senatrice, Angela Maraventano che è riuscita a racimolare appena 231 voti.

Un esito che sancisce definitivamente lo scollamento tra Giusi Nicolini e i cittadini della sua isola che l’accusano di essere stata più concentrata sull’accoglienza dei migranti che sulla cura delle reali esigenze della sua terra.

Le operazioni di spoglio si sono svolte per tutta la notte dal momento che i vari rappresentanti di lista hanno voluto controllare minuziosamente tutte le schede rallentando così le operazioni che al momento su una sezione, sono ancora in corso. Tra l’altro, durante la notte a un certo punto a Lampedusa è andata via la luce nelle sezioni; le operazioni sono state interrotte in quanto mancava un gruppo elettrogeno per potere continuare. Lo scrutinio è ripreso non appena è tornata la corrente elettrica e a metà delle 4.004 schede. A seguire le elezioni di Lampedusa una troupe di La7, guidata da Diego Bianchi, detto Zoro. Quando l’isola è rimasta al buio, Mentana dallo studio ha scherzato: “Se serve possiamo prestare le luci delle nostre telecamere”.

Salvatore Martello, è stato sindaco di Lampedusa per due legislature fino al 2001. Nicolini è componente della segreteria nazionale del Pd, ha ricevuto il premio Premio Unesco per la Pace. A ottobre scorso Nicolini è stata una delle quattro donne “simbolo dell’eccellenza italiana” che ha accompagnato il premier Matteo Renzi alla Casa Bianca per la cena con l’ex presidente degli Stati Uniti, Obama.

Per il segretario del Pd di Agrigento Peppe Zambito “la sua sconfitta rappresenta la sconfitta di quanti condividono questi valori”, dice riferendosi alle politiche della Nicolini. “L’alternativa mi preoccupa non poco! Vedo già analisi e commenti che più che nel merito delle sue azioni di Sindaca dimostrano una strisciante invidia. Forse – ha concluso – ha avuto troppi riconoscimenti e, per molti siciliani non va bene, siamo così bravi a farci del male da soli, da sempre”.

IL VOTO NELL’AGRIGENTINO

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