PALERMO – Un piano in sette punti, che vale complessivamente 330 milioni di euro, per “non lasciare indietro nessuno”. Il gruppo parlamentare del Partito democratico all’Ars presenta il suo pacchetto di emendamenti alle variazioni di bilancio e mette subito in chiaro: “Non vogliamo fare ostruzionismo ma una opposizione responsabile”, dice il capogruppo Michele Catanzaro.
Il Piano del Pd per le variazioni di bilancio
I dem hanno proposto interventi su sanità, sicurezza, politiche sociali e diritto allo studio. Si tratta di proposte depositate in commissione Bilancio, dove oggi, martedì 22 settembre, dovrebbe iniziare l’esame della manovrina.
Proposte su sanità, agricoltura e casa
Diversi suggerimenti avanzati dal Pd su svariati fronti: tra queste l’abbattimento delle liste d’attesa , da raggiungere con l’acquisto delle prestazioni svolte in ‘intramoenia’ attraverso i fondi vincolati del Fondo sanitario nazionale. proposto anche un Fondo da 25 milioni di euro per l’esenzione del ticket ai cittadini con reddito basso. Nel pacchetto rientrano inoltre un emendamento da 50 milioni di euro per il sostegno alle imprese agricole produttrici di grano per il solo 2026, e un altro da 12 che porta complessivamente a 20 milioni di euro la possibilità di spesa per i contributi all’affitto.
Tra gli emendamenti targati dem anche quello che crea un fondo da venti milioni di euro per i Centri socio-educativi diurni per l’autismo. Altri seicentomila euro all’anno, invece, secondo la visione del Pd, dovrebbero andare alle donne delle isole minori che devono affrontare le spese extra per partorire.
Catanzaro: “Non siamo interessati al Fit”
“Dietro ad ogni emendamento c’è un grande lavoro da parte dei miei colleghi – ha spiegato il presidente del gruppo parlamentare dem -. Non vogliamo fare ostruzionismo ma una opposizione ragionata nell’interesse dei siciliani”. Catanzaro ha poi annunciato che il gruppo “non è interessato” al Fondo per gli interventi territoriali (Fit), dietro al quale saranno mascherate le vecchie ‘mance’. “Siamo favorevoli solo ai fondi che vanno ai siciliani e a quelle emergenze per le quali il governo regionale non ha saputo dare risposte”, ha affermato.

“Governo bloccato per le beghe della maggioranza”
Poi l’affondo contro il governo: “Da mesi attendiamo queste variazioni di bilancio, non possiamo più assistere ad ulteriori forme di attesa. Questo governo aveva la possibilità di approvare le variazioni di bilancio a luglio ma la verità è che tutto si è bloccato per beghe interne alla maggioranza. In questo modo si è giunti fino a settembre, con un centrodestra ostaggio del presidente della Regione che cerca la ricandidatura”.
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Secondo il capogruppo del Pd “questo governo, dopo quattro anni, ha completato il suo percorso e dovrebbe togliere il disturbo dando respiro alla Sicilia che – ha concluso – arriva da dieci anni di sfascio degli esecutivi di ‘destra-centro'”.
E ancora: “Useremo tutti gli strumenti a disposizione come opposizione responsabile, partendo dalle nostre proposte. La maggioranza trovi un accordo sui tempi. C’è chi parla di approvazione a metà ottobre e chi, come il governatore, punta alla prima settimana. Si mettano d’accordo e poi vengano in aula”.




