PALERMO – “Io credo che sarebbe opportuno che la Sicilia dichiarasse lo stato di calamità naturale alla Protezione civile nazionale”. Con queste parole la presidentessa dell’Amap Maria Prestigiacomo riporta in vita lo spettro del razionamento dell’acqua a Palermo durante una conferenza stampa sull’emergenza idrica convocata oggi a Villa Niscemi dal sindaco Leoluca Orlando. Scarse piogge, temperature sempre più alte hanno fatto scattare di nuovo lo stato di allerta sullo stato dei quattro invasi che forniscono l’acqua in città. Poma, Rosamaria, Scanzano e Piana degli albanesi, sono queste le riserve d’acqua palermitane e al momento hanno il 30 per cento in meno delle risorse rispetto al 2016: “Stiamo attuando tutte le iniziative possibili per evitare il razionamento dell’acqua o la turnazione – dice Prestigiacomo – Per esempio ad oggi immettiamo 400 litri d’acqua in più al secondo provenienti da Scillato sulle condutture, stiamo riattivando tutti i pozzi di proprietà dell’Amap e, anche se dovremo pagare gli indennizzi all’Enel, sfrutteremo al massimo le risorse di Piana”.
La riserva alle porte di Palermo infatti, utilizzata dall’azienda di energia, interromperà la produzione di energia idroelettrica per cedere, a pagamento, l’acqua alla comunità. Questa operazione costerà più di un milione di euro alle casse dell’azienda acquedotti. L’ultima crisi idrica che aveva fatto temere il razionamento era stata scongiurata lo scorso dicembre grazie alle abbondanti piogge che hanno caratterizzato l’inizio del 2017. Con la stagione torrida appena cominciata la crisi si sta ripresentando forse più minacciosa: “Nessun acquazzone in vista – sottolinea la presidentessa dell’Amap – e nel 2017 ha piovuto molto meno rispetto al 2016. Gli invasi erano già in difficoltà, e nonostante l’intervento lampo a Scillato, riparato in tempi record, la crisi era comunque inevitabile. Continueremo a chiedere alla Regione di chiedere lo stato di calamità naturale, anche al prossimo incontro sarà il 18 luglio. Questo tipo di procedura ci consentirebbe anche il prelievo di acqua dai pozzi privati”.
Sono passati più di quindici anni dall’ultima volta che l’Amap ha requisito i circa otto pozzi privati presenti in città, era il 2001. Intanto il sindaco rieletto non evita le bordate al governo regionale: “Chiederò che la Regione proclami lo stato calamità in nome dell’Anci – afferma Leoluca Orlando – quindi per l’intera Sicilia. Bisogna evitare interventi a macchia di leopardo, questa è una crisi va affrontata uniti. Fino ad ora abbiamo lavorato da soli. L’Amap ha investito risorse per la riparazione del guasto a Scillato, è arrivato il momento che il governo regionale intervenga in maniera più decisa”. Di certo al momento c’è la riduzione progressiva della pressione dell’acqua, scesa da 2700 litri al secondo a 2600 litri al secondo. Provvedimento che potrebbe creare dei disagi in alcune zone della città o non far arrivare costantemente l’acqua ai piani alti dei palazzi.
“Al momento non abbiamo altre alternative – sottolinea il sindaco – fondamentale adesso è cominciare una seria campagna di sensibilizzazione sull’uso corretto delle risorse idriche anche da parte dei cittadini”. Parola d’ordine ridurre all’osso gli sprechi. Su questo punto è intervenuta anche il neo assessore Iolanda Riolo presente all’incontro con la stampa: “Cominceremo anche dei programmi all’interno delle scuole. Bisogne educare fin da subito ad un corretto utilizzo dell’acqua”. In questa ottica anche l’Amap sta finanziando una campagna pubblicitaria. “Attendere le piogge e rendere più efficienti le nostre riserve, non basta – ha detto il sindaco – per contrastare l’emergenza ed evitare i razionamenti dobbiamo evitare di sprecare”. E a proposito di sprechi, la presidentessa dell’Amap nel corso della conferenza stampa ha voluto sottolineare che troppo spesso si parla di acqua che va persa per inefficienze del sistema: “E’ bene spiegare che la dispersione dell’acqua, pari circa al 30 per cento, non va perduta, va imputata agli allacci abusivi, sia in città che nelle campagne”. Si tratta, per esempio, delle migliaia di alloggi abusivi riconducibili allo Iacp che usufruiscono del servizio idrico senza avere regolare contatore e quindi gratuitamente.

