ROMA – Rafforzare la collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac), con particolare attenzione alla gestione delle problematiche legate alla dispersione delle ceneri vulcaniche e alle loro possibili conseguenze sulla sicurezza e sull’operatività del trasporto aereo. È questo il principale obiettivo dell’incontro che si è svolto presso la sede centrale dell’Ingv a Roma tra i vertici dei due enti, nel quadro dell’Accordo di collaborazione Enac-Ingv e delle attività del Comitato congiunto per la cooperazione.
L’accordo sulle ceneri vulcaniche
Al centro della riunione la volontà di procedere verso la definizione dell’accordo tecnico attuativo dedicato alle ceneri vulcaniche, previsto dall’Accordo tra i due enti, per rendere ancora più efficace e tempestivo il raccordo tra monitoraggio scientifico ed esigenze operative dell’aviazione civile.
Un’esigenza resa particolarmente evidente dagli eventi eruttivi dell’Etna e dagli episodi di dispersione di cenere vulcanica che, anche nel corso dell’ultima estate, hanno avuto ripercussioni sull’operatività dell’aeroporto di Catania.
Meteo spaziale e impiego dei droni
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche altri ambiti di collaborazione: i fenomeni di meteorologia spaziale (space weather), con i possibili effetti sui sistemi tecnologici e sulla navigazione, e l’impiego dei droni nelle attività di ricerca, osservazione e monitoraggio dei fenomeni naturali.
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“La collaborazione con Enac rappresenta un esempio molto concreto di come la ricerca scientifica possa tradursi in un servizio diretto al Paese”, afferma il presidente dell’Ingv, Fabio Florindo.
“Nel caso delle ceneri vulcaniche questo passaggio è particolarmente evidente: la capacità dell’Ingv di osservare e interpretare l’attività dei nostri vulcani deve poter dialogare in modo sempre più rapido ed efficace con chi è chiamato a garantire la sicurezza della navigazione aerea. Gli eventi che hanno interessato l’Etna e l’aeroporto di Catania ci ricordano quanto questo raccordo sia importante. L’obiettivo comune è trasformare dati scientifici sempre più avanzati in informazioni operative, tempestive e affidabili a supporto delle decisioni”.




