Etis a rischio chiusura?|"Incubo licenziamento collettivo"

Etis a rischio chiusura?|”Incubo licenziamento collettivo”

Il punto del sindacalista Antonio D'Amico.

CATANIA – ETIS rischia di non produrre più giornali. Etis 2000 nata, nell’attuale sito, nel 2005 come centro stampa con la prospettiva di essere il polo editoriale della Sicilia: presto chiuderà? La minaccia di un licenziamento collettivo è il nostro incubo, affermano le RSU della Fistel Cisl, siamo ben consapevoli della crisi dell’editoria e siamo convinti degli aiuti che gli editori continuano a chiedere con le solite risposte da parte del governo con prepensionamenti e cassa integrazione, sicuramente è qualcosa ma il settore ha bisogno, per sopravvivere, di molto altro, per esempio investimenti mirati con progetti di riconversione tecnologica, regolamentazione sulle commesse per evitare l’attuale Far West del massimo ribasso. Fatto sta che i Poligrafici del quotidiano “La Sicilia” e di altre importanti testate nazionali, prendono atto della possibile decisione assunta dalla Proprietà di sospendere la stampa dei giornali dall’1 ottobre o poco dopo. Una scelta inevitabile? Affatto! Chiudere il centro stampa di certo non è né vantaggioso né risolutivo. 
Quest’ultimi anni sono stati caratterizzati da sacrifici snervanti e frustranti, soprattutto quando i Poligrafici si son visti sfilar via a uno a uno importanti testate e la Proprietà dell’immobile continuava a non investire un centesimo e per giustificarsi la solita banale giustificazione, sempre quella: la crisi dell’editoria.  I Poligrafici e i giornalisti hanno continuato a lavorare con salario ridotto con l’incertezza nel futuro ma fiduciosi, sì! fiduciosi che i Ciancio non avrebbero vanificato i loro sforzi.  I Poligrafici sono passati dai contratti di solidarietà, alla CIGS e poi alla gestione commissariale, momento difficile quest’ultimo che è stato affrontato con grande coraggio e determinazione dai lavoratori, tant’è che il centro stampa è riuscito a evitare la chiusura, contro tutti i devastanti possibili scenari. Poi la restituzioni dei beni sequestrati. È vero che nessuno pretendeva la medaglia al valor civile ma un grazie e un sostanziale slancio imprenditoriale questo sì, i Poligrafici se lo aspettavano proprio. 
Invece l’editore Mario Ciancio Sanfilippo, Presidente di Etis 2000 SpA, uno degli ultimi editori puri nel panorama nazionale, che fa? Comunica ai delegati Fistel (Cisl) che vuol affidare la stampa dello storico quotidiano catanese a un altro centro stampa, con tutte le incognite che ne conseguono, a detta delle maestranze e altri esperti del settore potrebbe perdere, per esempio, la sua autonomia come già accadde al Giornale di Sicilia qualche anno fa. È nostro auspicio che la testata di Famiglia abbia ancora lunga vita, per non spegnere un’altra voce dell’informazione e a far lavorare serenamente chi il posto lo potrebbe conservare. È chiara e roboante la voce della Fistel (Cisl) che dissente dalla decisione della Proprietà di esternalizzare la stampa del La Sicilia e rescindere i contratti con i committenti. 
Il sostegno della Fistel (Cisl), dichiara il segretario regionale Antonio D’Amico, come sempre ha fatto in quest’ultimi anni grazie ai suoi rappresentanti sindacali, si è reso disponibile ad affiancare i Poligrafici in qualsiasi azione che possa modificare la prospettiva della chiusura. 
È già aperto un tavolo di crisi permanente con la proprietà dove si stanno cercando soluzioni e proposte in cui tutti gli attori hanno l’intento di annullare o quanto meno contenere i danni che i lavoratori poligrafici tutti potrebbero avere.
«Oggi, la vicenda della Etis 2000 e dei lavoratori poligrafici si inserisce nella vertenza più ampia che sta coinvolgendo i giornalisti del quotidiano “La Sicilia” – dichiara Mauruzio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese – e che deve trovare uno sbocco utile per tutti, per cui è necessario che riparta il confronto tra le parti».
«Diventa anche necessario – aggiunge Attanasio  – per il ruolo che storicamente riveste il quotidiano La Sicilia, e chi vi ci lavora, nell’informazione della Sicilia orientale e di gran parte dell’Isola, che intervenga anche la Regione Siciliana favorendo la soluzione della vicenda. Oggi più che mai serve progettare un piano di interventi per sostenere e garantire il pluralismo delle voci editoriali vecchie e nuove».

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