CATANIA – “Di fronte a un fenomeno destinato a ripresentarsi, la società di gestione Sac dell’aeroporto catanese, in collaborazione con le istituzioni regionali e nazionali, deve superare la logica dell’emergenza e predisporre un piano strutturale che trasformi l’intero sistema aeroportuale isolano in una rete integrata e resiliente. In particolare, si chiede il potenziamento e la piena integrazione degli aeroporti di Comiso, Trapani e Palermo come alternative operative stabili e non come semplici “ruote di scorta”, al fine di non farsi trovare impreparati alla prossima emergenza”. Lo dice la Cna Sicilia.
“Non possiamo più permetterci che ogni eruzione diventi un’emergenza gestita in ordine sparso“, dice il presidente di Cna Sicilia, Filippo Scivoli. “Il sistema delle imprese turistiche e ricettive sta pagando un prezzo altissimo in termini di immagine e mancati incassi. Il nostro territorio vive di flussi turistici concentrati nei mesi estivi, e ogni giornata persa pesa in modo sproporzionato sui bilanci delle piccole imprese. Comiso esiste, ha piste e infrastrutture adeguate, e può essere integrato in un piano coordinato. Allo stesso modo, Trapani non può restare uno scalo di secondo piano: ha potenzialità inespresse che vanno valorizzate per alleggerire la pressione sugli altri aeroporti. Serve la volontà politica e gestionale di investire su questi scali, andando oltre le risorse già stanziate, e di creare un vero protocollo multi-scalo che garantisca continuità territoriale anche in situazioni di crisi”.




