L’Etna registra un incremento del tremore vulcanico e una consistente fuoriuscita di gas dal cratere di Nord-Est. I segnali di attività sono stati rilevati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), attraverso l’Osservatorio etneo di Catania, che continua a monitorare l’evoluzione del vulcano. L’aumento del tremore è iniziato intorno alle 2 della notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre. I valori registrati hanno superato la soglia media, indicando una maggiore attività nei condotti interni attraverso i quali risale il magma.
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Etna, le sorgenti del tremore vulcanico
Secondo le rilevazioni dell’Ingv, le sorgenti del tremore sono localizzate poco a est del cratere Voragine, a circa 2.800 metri di altitudine. Il fenomeno si accompagna a un’intensa attività di degassamento osservata nell’area del cratere Nord-Est. Gli strumenti dell’Osservatorio etneo seguono l’andamento dei parametri sismici per valutare eventuali variazioni dell’attività vulcanica.
Allerta gialla per l’aviazione
Resta in vigore il Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation) diffuso dall’Ingv lo scorso 3 ottobre, con codice di colore giallo. Si tratta del secondo livello di allerta previsto dalla scala a quattro colori utilizzata per segnalare i possibili rischi dell’attività vulcanica per il traffico aereo. Al momento non si registrano conseguenze sull’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania, dove i collegamenti aerei proseguono regolarmente secondo le informazioni disponibili.
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