PALERMO – In un agriturismo tra Bagheria e Santa Flavia, il deputato regionale del Pd, Fabrizio Ferrandelli, il giorno di Santa Lucia, ha chiamato a raccolta amministratori, dirigenti del Pd, professionisti, militanti, simpatizzanti, ma anche tanti sostenitori senza tessera di partito della città di Palermo e della sua provincia. Una giornata – con una pausa pranzo all’insegna di arancine, rigorosamente a inviti e con una quota per finanziare l’iniziativa – per fare il bilancio di due anni all’Ars e per raccontare una stagione difficile e spesso contraddittoria. Ma anche per mettere a rete le energie, le competenze e le passioni incontrate e insieme tracciare una rotta e scegliere le prossime mete. Tanti i sindaci presenti: Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela, Ventimiglia di Sicilia, Isola delle Femmine e poi numerosi consiglieri comunali della provincia, dalle Madonie al Corleonese, sino alla fascia costiera. Presenti anche alcuni professionisti e organizzazioni quali la Legacoop, Cia, Cna e diverse associazioni di volontariato. “Eccoci – ha esordito Ferrandelli – siamo noi quelli che stavamo aspettando e a noi tocca pensare al futuro di Palermo e della Sicilia”. “Tante volte – ha continuato – mi sono trovato di fronte a scelte difficili, ma ho sempre tenuto la schiena dritta e la testa alta, senza paura di restare solo. Così ho incontrato tanti siciliani, nelle scuole, nelle piazze, nei luoghi di lavoro. Tanti siciliani affamati di bella politica”. “E’ di questi giorni – continua – la mia battaglia solitaria, fuori dal coro, per ribadire che la Sicilia è terra di luce e di mito, di natura e cultura, di profumi e non di trivelle maleodoranti e andando indietro nel tempo – aggiunge – ricordo la battaglia contro il Muos, per una Sicilia di pace, ponte nel Mediterraneo e non piattaforma militare. E ancora, il mio lavoro in commissione Ambiente e in Antimafia per garantire uno sviluppo sostenibile legato alla trasparenza e alla legalità. E poi le battaglie per i diritti civili: le unioni di fatto, le legge sull’immigrazione, dopo la missione a Lampedusa. E infine le battaglie per garantire il lavoro vero, contro la delocalizzazione, insieme ai miei coetanei dei call-center”. “In questi anni – conclude Ferrandelli – ho sempre saputo di non essere mai stato solo, di essere stato dalla parte giusta, da quella delle siciliane e dei siciliani. Dalla parte della bella politica, di chi si ribella e di chi crede che le idee cambieranno il mondo”.“Oggi – ha concluso – la conferma che la strada è quella giusta, ma per percorrerla sino alla fine servono il cuore e le gambe di tutti voi. Io mi impegno e chiedo di organizzarci in tutto il territorio. Partiranno tre gruppi di lavoro e a gennaio programmeremo altre tre tappe in provincia per concludere con una grande convention a Palermo dove scriveremo il futuro dei nostri territori”.
Presenti i sindaci di Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela, Ventimiglia di Sicilia, Isola delle Femmine e poi numerosi consiglieri comunali della provincia, dalle Madonie al Corleonese, sino alla fascia costiera.
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