“Il nostro sistema carcerario è indifeso rispetto alle penetrazioni di cellulari. Chi a livello più elevato del nostro ha la responsabilità amministrativa e politica della gestione delle carceri deve porsi il problema di schermare nel modo più opportuno gli ambienti penitenziari”, queste le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Catania, Curcio, datate settembre 2025. Ma quel livello più elevato non schermò gli ambienti penitenziari e la malavita ebbe facile gioco, e se gli inquirenti trovano uno, due telefoni, in pochi giorni i boss dispongono di altri telefoni. In sintesi in carcere “il condannato continua a fare quel che faceva prima”, sempre il procuratore Curcio, mentre il governo parla a vuoto di sicurezza e il ministro di Giustizia finge di ignorare tutto.

