PALERMO – Acque agitate nel Pd siciliano, dove si discute del futuro del governo regionale, della finanziaria e del rapporto ancora tutto da capire con il Pd nazionale. Se n’è parlato in una lunga riunione allargata, presenti non solo i deputati e il segretario regionale Fausto Raciti ma anche gli assessori d’area. Quasi cinque ore di dibattito in cui sono emersi mal di pancia e dubbi.
La vigilia era stata “riscaldata” dalla mossa di Fabrizio Ferrandelli che ha scritto a Raciti dicendosi pronto a dimettersi da deputato e invitando tutto il Pd a fare altrettanto per arrivare a staccare la spina alla legislatura, considerando esaurita l’esperienza di governo di Rosario Crocetta. “Abbiamo perso quasi tre anni e adesso rischiamo di mettere a repentaglio il futuro della Sicilia e il profilo del Pd”, ha scritto Ferrandelli. Posizione che il deputato palermitano ha ribadito nella riunione di oggi: “Se non siamo in grado di avere una visione, diamo solo l’impressione di essere attaccati alla poltrona”. Nessun altro ha parlato di dimissioni, ma gli interventi critici verso il governo e soprattutto la finanziaria (presente l’assessore Alessandro Baccei) non sono mancati. Critica Concetta Raia sui contenuti della manovra e sulla necessità di una visione che al momento non si intravede, duro anche Giovanni Panepinto, che ha toccato il tema dell’acqua pubblica, su cui si dibatte da mesi in attesa di approvare una legge. Anche Pippo Digiacomo non è stato tenero, sollevando i problemi relativi alla sanità. Critico anche Bruno Marziano che però ha bocciato l’idea di staccare la spina al governo: “Sarebbe un danno d’immagine, piuttosto impegniamoci sulle cose da fare, a partire dalla formazione professionale, continuando con i forestali, l’acqua e i rifiuti”. Antonello Cracolici si è soffermato in particolare sui rapporti tra governo e Pd siciliani e omologhi nazionali: “Il governo nazionale e il Pd nazionale devono decidere se questo governo regionale e questo Pd siciliano sono dalla loro stessa parte”. Un tema ricorrente nei vari interventi, visto anche che Baccei avrebbe dovuto rappresentare nei piani un ideale anello di congiunzione tra governo regionale e nazionale. In generale, dall’ala sinistra del partito, quella degli ex Ds, con sfumature diverse si è registrato un attacco generalizzato a Baccei e Crocetta, con critiche molto severe sulla manovra che l’assessore ha illustrato ai presenti. A difesa di Crocetta e di governo l’intervento della new entry democrat Nello Dipasquale ma anche Anthony Barbagallo di Areadem, che ha sottolineato la necessità dell’impegno di tutto il partito. La necessità di un confronto serrato col partito nazionale è stata sottolineata anche dal segretario Fausto Raciti. Pochi minuti dopo in Aula la maggioranza andava gambe all’aria sui liberi consorzi.

