PALERMO – “Pensiamo a come fare uscire la Sicilia dallo stato di catalessi, o, peggio, dal coma nel quale anni di malgoverno ci hanno cacciato. Ma bisogna che a farlo siano, insieme, tutte le forze alternative a questo centrodestra che sta distruggendo la nostra terra e facendo scappare tutti i nostri giovani. Da solo La Vardera può andare più veloce, ma solo tutti uniti possiamo vincere”.
Il coordinatore regionale del M5s Nuccio Di Paola è uno dei primi a intervenire dopo l’evento organizzato a Palermo a Controcorrente, il movimento di Ismaele La Vardera. L’ex Iena ha annunciato che si candiderà alla presidenza della Regione.
“Ben venga che un ragazzo di 32 anni – ha aggiunto Di Paola – si metta in gioco per cambiare le cose, ma l’uomo solo al comando non funziona e i fatti lo dimostrano ampiamente. Il M5S non ha mai governato la Sicilia ed è prontissimo a farlo insieme a tutti coloro che vogliono voltare pagina una volta per tutte, prima che sia troppo tardi. Ritroviamoci attorno a un programma forte e unanimemente condiviso, pensiamo insieme a una squadra che dovrà attuarlo e dopo al candidato presidente che dovrà guidarla”.
Rubino (Pd): “Il Pd sta facendo un errore”
“Credo che il Pd siciliano stia facendo un errore ad escludere ogni forma di dialogo col movimento di Ismaele La Vardera”. Così Antonio Rubino, componente direzione nazionale Pd.
“Qualche tempo fa lo stesso La Vardera aveva lanciato le primarie – aggiunge – per selezionare il prossimo candidato a Presidente della regione puntualmente ignorato da Barbagallo”.
“Questo approccio autoreferenziale – conclude Rubino – è un problema sempre più grande al quale va posto un freno: l’obiettivo di tanti di noi è quello di vincere in Sicilia e non quello di riconfermare qualche parlamentare nazionale. Siamo per le primarie senza se e senza ma”.
Hallissey: “Forze progressiste accolgano la candidatura”
“Insieme a Ismaele La Vardera – afferma il presidente di +Europa e Radicali Italiani Matteo Hallissey. – l’estate scorsa abbiamo denunciato la situazione vergognosa delle spiagge di Mondello, a Palermo, gestite da 120 anni dalla società ItaloBelga, prima facendo smontare dalla Regione i tornelli e i recinti sui lidi e poi denunciando la connessione tra i gestori dei balneari e la famiglia Genova.”
“Le battaglie condivise sono tante ed è per questo che ho deciso di partecipare alla convention di Controcorrente oggi a Palermo, in occasione del primo anno del Movimento. Per vincere i prossimi appuntamenti elettorali serve coraggio e determinazione. Mi auguro che tutte le forze politiche del mondo progressista e liberale abbiano il coraggio di accogliere la disponibilità di Ismaele per le prossime elezioni regionali”, conclude Hallissey.
Miceli: “Le divisioni aiutano la destra”
“Progetto Civico Italia è impegnata nella costruzione di una nuova forza politica nazionale che arricchisca il centrosinistra. C’è bisogno di unione per offrire un programma di cambiamento reale per il Paese. Ismaele La Vardera e la sua Controcorrente hanno fatto, fino a questo momento, un lavoro straordinario. Hanno chiarito come la lotta all’illegalità debba essere una precondizione e dato un contributo reale a combattere le inefficienze della Sicilia. E noi abbiamo collaborato con correttezza e lealtà. Ora è il momento di fare delle scelte”.
L’ha detto Carmelo Miceli, coordinatore regionale per la Sicilia di Progetto civico Italia, a Palermo dal palco delle Officine Sandron, nel corso della manifestazione per festeggiare il primo anno di Controcorrente.
“La Vardera – ha aggiunto – ha l’occasione per respingere le provocazioni di chi, come Cateno De Luca, gli consiglia di andare avanti da solo. Decidere se far parte del centrosinistra, arricchendone e rinnovando l’offerta politica, smentendo nei fatti chi asserisce che la candidatura a presidente sia una condizione obbligatoria per un percorso comune contro le destre, è il migliore stimolo che si può dare al campo progressista affinché lavori immediatamente alla costruzione di un programma e di una squadra convincenti e vincenti. Scelte nette dalle quali dipendono le sorti non solo della coalizione. Perché, come ci insegna la storia, qualsiasi spaccatura del campo largo, qualsiasi candidatura isolata e terzopolista, a nostro avviso, finirebbe per riconsegnare il Paese e la Sicilia nelle mani di Meloni, di Schifani o dei loro amici”.

