Finanziaria, le forze sociali insorgono: dall'Ars serve un sussulto di dignità - Live Sicilia

Finanziaria, le forze sociali insorgono: dall’Ars serve un sussulto di dignità

Confindustria, Uil e Cgil e le Zone franche montane criticano l'Ars e chiedono si voti presto
LA PROTESTA
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PALERMO – Le parti sociali insorgono contro la politica regionale chiedendo di fare presto e non rinviare oltre la seduta dell’Assemblea regionale siciliana. Da due giorni Sala d’Ercole si porta avanti a suon di rinvii. Oggi l’aula era convocata per le 11 ma ancora non si ha segno di un avvio dei lavori. Confindustria Sicilia tuona richiamando “al senso di responsabilità della politica”, per la Cgil “non ci poteva essere di questa legislatura”. “Basta litigi e giochi di potere”, è l’invito della Uil.Mentre per Vincenzo Lapunzina, presidente dell’Associazione Zfm Sicilia “il governo non vuole le zone franche montane”.

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Confindustria Sicilia: “Siamo di fronte a uno spettacolo inaccettabile”.

Confindustria Sicilia sottolinea l’estrema gravità del momento che attraversa la Sicilia tra gli ultimi colpi del flagello di una crisi pandemica e l’onda lunga e soffocante dei rincari energetici, l’Isola oggi rischia di perdere l’ultimo tram per lo sviluppo: “In un periodo in cui è in gioco la sopravvivenza delle imprese ed il rischio di povertà è dilagante non possiamo assistere a quello che succede all’Ars. Siamo di fronte a uno spettacolo inaccettabile”.

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Gli industriali siciliani, guidati dal presidente Alessandro Albanese, chiedono che “La politica ritrovi almeno in questo momento la capacità di dare risposte concrete a tutto il sistema delle imprese siciliane, riprenda la funzione di guida strategica e valoriale, si riappropri della sovranità delle scelte. Tutto ciò – conclude Albanese – in fretta e bene. Senza personalismi e nell’interesse di tutti”.

Cgil Sicilia: “auspica in un sussulto di dignità”

“Non ci poteva essere epilogo peggiore di questa legislatura. Il dibattito in corso sulla Finanziaria regionale, tra beghe politiche e tentativi di prebende elettorali, è vergognoso. E i problemi reali dei siciliani come sempre vengono messi da parte”. Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino che auspica “un sussulto di dignità dell’Assemblea regionale siciliana. Si voti una Finanziaria essenziale- afferma Mannino- e si apra subito il confronto con le parti sociali per individuare gli interventi indispensabili e predisporre le opportune variazioni”.

Mannino rileva che “siamo ben oltre il non avere un progetto politico, una visione di prospettiva, cosa che abbiamo sempre contestato a questo governo regionale e siamo di fronte a un Parlamento – sottolinea- in cui prevalgono gli interessi elettorali dei singoli deputati e non quelli generali. Quello che sta accadendo è una vergogna- conclude il segretario della Cgil- offensivo nei confronti dei siciliani, delle lavoratrici e dei lavoratori. Chiediamo che si cambi subito registro”.

Uil: “Dalla politica vogliamo risposte concrete”

“Basta litigi e giochi di potere. Dalla politica vogliamo risposte concrete. Sino ad oggi, invece, abbiamo assistito ad annunci e promesse irrealizzabili, non si può più perdere tempo e continuare a prendere in giro lavoratori e siciliani”. Così Luisella Lionti, alla vigilia delle ultime votazioni sulla Finanziaria, che aggiunge: “Chiediamo un confronto vero per affrontare tutte le questioni urgenti che non è più possibile rimandare”. 

Zone franche montane criticano l’emendamento in loro favore

“L’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, con l’avallo del presidente Musumeci e dell’intero governo regionale, non vuole le zone franche montane in Sicilia, lo si evince inequivocabilmente dal contenuto dell’emendamento del Governo depositato ieri all’Ars. L’emendamento alla Legge finanziaria, predisposta dal Governo Musumeci, persiste sulla fonte di finanziamento statale e per una parte residuale (20 mln di euro) a valere del Fondo di Sviluppo e Coesione, da destinarsi “alle piccole e micro imprese che avviano la propria attività a partire dall’approvazione della Legge””. Lo dichiara Vincenzo Lapunzina, presidente dell’Associazione Zfm Sicilia e Coordinatore regionale del comitato promotore. “Da mesi – aggiunge – stigmatizziamo l’atteggiamento irresponsabile dell’assessore nominato Armao, che sostiene di avere “sentito sul punto il comitato dei sindaci delle zone franche montane”. I sei amministratori con cui Armao si sarebbe confrontato non avevano alcun mandato a trattare con il governo regionale, ancor meno se il risultato del confronto rappresenta un danno irreparabile per tutte le comunità imprenditoriali che ancora resistono nelle Terre alte dell’Isola”.

Lapunzina ricorda che i vertici della Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica, dove è in trattazione la Legge voto regionale, “a novembre scorso avevano formalmente puntualizzato che la fonte di finanziamento della norma deve essere regionale e non statale, per mettere la stessa al riparo dalla Giustizia della concorrenza. Lo abbiamo ribadito nell’ennesimo appello inviato ieri al presidente Miccichè e ai presidenti dei Gruppi parlamentari dell’Ars. il Parlamento regionale nelle prossime ore è chiamato responsabilmente ad ascoltare il grido di aiuto che proviene dai territori di montagna e dalle aree interne, interessate alla norma di politica economica”. “Le risorse per finanziare la Legge – conclude – ci sono e sono state, di fatto, indicate nella Legge di stabilità dello Stato. A tal proposito c’è un emendamento alla Finanziaria regionale sottoscritto da diversi deputati. È il tempo della politica degli eletti, delle risposte coerenti, coraggiose e di prospettiva”.


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Commenti

    Politici, sindacati, Confindustria, tutti uguali

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