Sicilia, il governo lavora alla Finanziaria: date e contenuti

La Finanziaria sul tavolo del governo, la roadmap per l’approvazione

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Palazzo d'Orleans al lavoro. All'Ars sono in attesa le norme stralciate dalla manovrina

PALERMO – Con un occhio al calendario ed uno ai conti, il governo regionale lavora alla legge di stabilità 2027-2029. L’obiettivo è l’approvazione dell’ultima Finanziaria del governo Schifani prima delle vacanze di Natale. Conti alla mano, i primi dieci giorni di novembre saranno quelli decisivi per l’approvazione in Giunta.

Il testo, dopo l’ok del governo, sarà trasmesso alla presidenza dell’Ars e da lì inoltrato alle commissioni di competenza: sarà quello il momento nel quale scatteranno i 45 giorni canonici entro i quali il ddl di bilancio dovrà diventare legge.

Governo al lavoro su Nadefr e Finanziaria

Conclusa la ricognizione tra gli assessorati, con i desiderata dei vari rami dell’Esecutivo trasmessi a Palazzo d’Orleans. Un’attività che il governo ha portato avanti in parallelo all’esame della manovrina in Parlamento. Si stanno concludendo anche i dettagli della Nota di aggiornamento al Defr, documento propedeutico alla legge di bilancio e dal quale potranno essere ricavate alcune indicazioni sull’orientamento dell’Esecutivo.

I fondi per il full-time degli ex Pip

Massimo riserbo sui contenuti della legge di stabilità. L’unica cosa certa, al momento, è un massiccio intervento sul fronte del lavoro. La misura principale riguarderà il passaggio a 36 ore settimanali di tutti gli ex Pip oggi assunti in Sas. Una mossa sulla quale ha spinto molto la deputata di Noi moderati Marianna Caronia e che il governo, attraverso il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore all’Economia Alesandro Dagnino, ha già preannunciato. L’intervento costerà circa quaranta milioni di euro.

Dagnino e Schifani
L’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e il governatore renato Schifani

Le norme stralciate dalla manovrina ferme ai box dell’Ars

I prossimi giorni saranno quelli delle riunioni decisive a Palazzo d’Orleans, mentre nel vicino Palazzo dei Normanni sono ferme ai box tutte le norme stralciate dalla manovrina che dovrebbero confluire nella Finanziaria. Una operazione che sarà fatta in sede di commissione Bilancio ma non è detto che tutte le misure stralciate dalla presidenza dell’Assemblea possano trovare posto nella legge di stabilità.

Quali misure che potrebbero rientrare in gioco con la Finanziaria

Sono ben 52, infatti, gli articoli che non hanno trovato posto nella manovrina. Norme cadute davanti alla necessità di accelerare i lavori e di liberare risorse per aumentare i budget destinati agli interventi contro il caro-vita e il caro-gasolio. Una cura dimagrante che fu concordata dal presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, e da Schifani.

Ricapitalizzazione delle cantine sociali

Potrebbe essere riproposta la ricapitalizzazione delle cantine sociali, che da sola valeva 19 milioni di euro. Altri 22,6 milioni di euro vennero recuperati con il taglio dell’articolo che stabiliva l’acquisto di apparecchiature per la sanità pubblica regionale.

Gli aumenti per i presidenti dei Liberi consorzi

Tra le norme ritornate in commissione c’è anche quella (contestatissima) che aveva l’effetto di aumentare gli stipendi dei presidenti di sei Liberi consorzi. L’articolo introduceva poi un rimborso delle spese di viaggio per i consiglieri delle tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e dei sei Liberi consorzi che risiedono fuori dal comune capoluogo di provincia. Aumenti che, secondo l’impostazione della norma, sarebbero finiti in capo ai bilanci delle ex Province.

Potrebbero ritornare in pista anche i sette milioni di euro destinati al Fondo regionale per le nuove generazioni e la resilienza demografica, ideato per contrastare lo spopolamento dei comuni. Nella legge di stabilità potrebbe esserci spazio anche per il programma di pulizia, manutenzione e riqualificazione delle strade, per il quale erano stati appostati cinque milioni di euro.

Il ‘Reddito di merito’

In freezer anche la norma che stanziava cinque milioni di euro per i porti delle città da dove partono i collegamenti per le isole minori. Seduto ‘in panchina’ anche il ‘Reddito di merito’ per gli studenti universitari, sul quale erano stati appostati tre milioni di euro. Un altro milione e mezzo di euro era destinato a dei voucher per gli studenti con un Isee basso.

‘Sicilia Liberty’ e ‘Anno europeo dei Normanni’

Bisognerà capire anche il destino di diverse misure proposte per la manovrina e saltate nonostante avessero un basso peso economico: dal progetto ‘Sicilia Liberty’ all’Anno europeo dei Normanni fino al Fondo a sostegno del reclutamento legale della manodopera straniera (400mila euro agli enti del terzo settore),passando per i quattro centri di diabetologia pediatrica della Sicilia e per l’istituzione della Banca dei tessuti presso il Policlinico di Catania.

Dovrà attendere il prossimo giro di valzer anche la norma che istituiva l’Osservatorio permanente sull’intelligenza artificiale e l’inclusione digitale presso l’assessorato regionale all’Economia. Era rimasto fermo ai box anche il contributo per il cosiddetto ‘social freezing’. Si tratta di una procedura medica che può essere richiesta dalle donne che per ragioni personali o professionali intendono programmare una gravidanza in futuro. Congelando gli ovociti in età giovanile per utilizzarli in un secondo momento, si consente così alle donne di preservare la propria fertilità.

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Gli aiuti per le serre ecosostenibili

Potrebbero rientrare in gioco anche gli aiuti per le serre ecosostenibili. La norma stralciata prevedeva contributi fino all’80% per gli imprenditori delle serre che scelgono una modalità di gestione degli scarti sostenibile. Un sostegno che puntava a contrastare il fenomeno delle cosiddette ‘fumarole’, noto soprattutto nel sud-est della Sicilia.

Sud chiama nord ha la sua ricetta

Domani, martedì 3 novembre, intanto, Sud chiama nord presenterà le sue proposte per la legge di stabilità. Il partito di Cateno De Luca, rimasto sostanzialmente a guardare in occasione della manovrina, ora intende far sentire la sua voce.


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