Floridia: "Farò sintesi, non temo il centrodestra unito"

Floridia: “Farò sintesi, non temo il centrodestra unito”

La sottosegretaria all’Istruzione, candidata del M5S alle presidenziali, lancia il guanto di sfida.

PALERMO – La sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia fa sul serio. Messinese, classe 77, docente di lettere ricorda un po’ la maestrina dalla penna rossa. Senatrice dal 2018, Floridia è un’attivista storica del Movimento Cinquestelle siciliano e adesso veste i panni di candidata pentastellata alle presidenziali del fronte progressista. “Credo di essere la soluzione e di non essere mai stata un problema”, afferma minimizzando le difficoltà che hanno portato alla sua nomina da parte del leader Giuseppe Conte. E lancia il guanto di sfida al centrodestra a partire da due tasti dolenti: la questione dei rifiuti e le carenze della rete idrica. Temi che ha sviscerato a Roma in seno alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.  

Sottosegretario, rompiamo il ghiaccio. Pensa che la candidatura last minute e il percorso tortuoso che ha incontrato possano in qualche modo danneggiarla nella corsa alle presidenziali?

Non è arrivata all’ultimo minuto ma perfettamente in tempo. Avevamo dei ragionamenti in corso e la scelta della mia persona è arrivata nell’armonia di tutti. Tanto è vero che ho aperto la mia campagna elettorale in compagnia di Nuccio Di Paola, Luigi Sunseri e Giancarlo Cancelleri. Credo di essere una soluzione e di non essere mai stata un problema.

Veniamo alla Regione e al governo Musumeci. Secondo lei qual è stato il più grande fallimento, se c’è stato, di questa esperienza di governo?

Sono diversi. Sulla base della mia sensibilità ambientalista di certo quello sui rifiuti. Inoltre, ho fatto parte della commissione ecorifiuti-ecomafie e purtroppo la situazione di Catania lasciata in eredità da Musumeci non è ottimale né per la depurazione né per la rete idrica: un grave danno per la città. E ho citato soltanto due esempi.

Torniamo alla questione “rifiuti”. Inceneritori sì o inceneritori no?

Inceneritori no perché sono una risoluzione del passato. Non sono una soluzione immediata, per realizzarli ci vorrebbero un po’ di anni e anche per “nutrirli”. Che cosa fai con i rifiuti? Li porti fuori regione, li tratti e poi li riporti in Sicilia? Insomma, bisogna conoscere il tema per dire sì o no agli inceneritori. Quindi, conoscendo il tema, dico: inceneritori no.

Su quali pilastri poggia il suo programma? Quello del Movimento? Perché un siciliano dovrebbe scegliere Barbara Floridia piuttosto che Claudio Fava o Caterina Chinnici?

Questo me lo riservo per i confronti perché è corretto che il programma vada maturato insieme agli altri. E’ chiaro che sulla base del programma nazionale, noi abbiamo una nostra valutazione regionale. Mi candido ad essere il rappresentante di una coalizione e quindi parlerò a nome della coalizione e mi confronterò soltanto in occasione dei confronti pubblici insieme ai miei alleati. E poi insieme sceglieremo chi è capace tra noi tre di trovare la sintesi, di trovare la strada più giusta per tutte le forze politiche.

Voi proverete a fare sintesi, dunque. Ma quanto temete che si possa ricompattare il centrodestra? 

Temo soltanto chi lavora e quindi non temo il centrodestra perché per quanto riguarda temi, consapevolezza, battaglie, onestà, giustizia, lavoro noi del campo progressista abbiamo non solo le idee chiare ma proposte risolutive e contezza dei temi. Per cui, se mi sta chiedendo se li temo la mia risposta è no, non li temo. 

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