Formati e poi abbandonati | Il giallo dei manager delle riserve

Formati e poi abbandonati | Il giallo dei manager delle riserve

Più di cinque milioni e mezzo di euro spesi dalla Regione per formare 240 nuove figure professionali  e alla fine il progetto dell'Azienda foreste demaniali è finito nel dimenticatoio. Continuate a inviare le vostre segnalazioni a redazione@livesicilia.it

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PALERMO – Più di cinque milioni di euro spesi, 240 persone selezionate, 174 corsisti, quattro cooperative, 162 neo imprenditori formati e poi abbandonati. Questi sono soltanto alcuni dei numeri che si scoprono sollevando il tappeto sotto a cui è stato sepolto il Progetto numero 85 del Piano triennale di tutela ambientale (PTTA) dell’Azienda foreste demaniali della Regione Siciliana. Un altro sogno prima alimentato e poi infranto per centinaia di siciliani.

Siciliani che non avevano nemmeno la pretesa del “posto fisso” nella pubblica amministrazione, ma che speravano di conquistare una propria posizione nel libero mercato del turismo dell’Isola. Non si trattava, infatti, di un vero e proprio concorso ma di un progetto che aveva lo scopo di sostenere e sviluppare l’autoimpiego di inoccupati e disoccupati residenti in Sicilia.

L’OSSERVATORIO DI LIVESICILIA
Il concorso per la selezione dei partecipanti al progetto PTTA85 è stato segnalato da un lettore di Livesicilia, Rosario Madè, al nostro Osservatorio sui concorsi “finiti nelle nebbie” della macchinosa burocrazia dell’amministrazione regionale. “Mia moglie, dopo aver frequentato questo corso bandito e profumatamente pagato (a presidenti, manager, insegnanti) dalla Regione Siciliana, ha conseguito l’attestato di ‘Manager della Riserve Naturali’. Invito i giornalisti di Live Sicilia ad approfondire l’argomento”. E così è stato fatto.

IL BANDO
Il bando per la selezione di 240 ‘Manager delle riserve naturali’ è pubblicato dall’ente Italia Lavoro Sicilia – società partecipata della Regione – nell’agosto del 2006 sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana. Il progetto, finanziato dalla Regione Siciliana, serve per formare 240 persone da impiegare poi in cinque o più cooperative che avrebbero avuto il compito di gestire, in maniera omogenea, tutte le aree delle riserve naturali dell’Isola, da Caltagirone allo Zingaro, passando per Pantelleria e le Eolie. La mappatura delle aree da includere nel progetto fu la Fase I del progetto.

I partecipanti vengono selezionati tra le migliaia di richieste giunte, laureati e non a seconda del tipo di impiego nel progetto. La graduatoria definitiva arriva più di un anno dopo, il 30 novembre 2007. I corsi quindi possono cominciare. Italia Lavoro Sicilia firma le assunzioni dei contratti co.co.pro degli insegnanti (per un totale di circa due milioni di euro). L’attività formativa (Fase II) prende il via il 9 dicembre del 2008 e continuerà fino al mese di giugno dell’anno successivo. Dopo gli stage di un mese (Fase III), i 175 partecipanti (negli anni qualcuno abbandona prima della fine del progetto) affrontano gli esami alla fine del 2009 e ricevono l’attestato di qualifica. Le commissioni d’esame sono 13, una per ogni profilo professionale da formare.

LO STOP
Dopo la formazione, però, la macchina s’inceppa. È il momento delle start up, degli incubatori d’impresa, degli studi di marketing per la definizione dei marchi e delle attività. Le cooperative che nascono sono quattro, una in meno di quelle previste dal progetto: Valecò (66 persone), Itera (44), Natù (35) ed Eco (20). Il progetto non può andare avanti senza che l’Azienda regionale foreste demaniali illustri le attività che le cooperative sono tenute a svolgere nelle riserve, senza che arrivino le autorizzazioni per cominciare a lavorare. Le misure a sostegno dell’autoimpiego si perdono, quindi, nelle mille maglie arrugginite della burocrazia regionale. E lì sono ancora ferme. Mentre Italia Lavoro Sicilia – oggi società partecipata in liquidazione – sta chiudendo le ultime attività di rendicontazione. Il conto da pagare è salato, per qualcosa che non si è mai realizzato: quasi cinque milioni e mezzo di euro.

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