NISCEMI (CALTANISSETTA) – Risale all’agosto dello scorso anno l’ultimo atto ufficiale della Regione siciliana relativo al progetto di consolidamento della frana di Niscemi, avvenuta nel 1997.
Il dipartimento regionale della Protezione civile ha infatti nominato il responsabile unico del procedimento, il geologo Paolo Vizzi, per un intervento che prevede anche la sistemazione idraulica del torrente Benefizio e dell’incisione a valle dell’ex depuratore.
L’iter del progetto va avanti da anni e l’importo complessivo stimato è di circa 14 milioni e mezzo di euro. Nonostante ciò, gli interventi non sono mai stati realizzati. Nel 2010 la Regione ha risolto il contratto affidato all’impresa appaltatrice per “gravi ritardi”, bloccando di fatto l’avvio dei lavori.
Nelle aree interessate dalle recenti frane, tra il 2007 e il 2012 erano stati eseguiti soltanto interventi di terrazzamento, mentre lavori più strutturati furono realizzati nell’area sottostante il Belvedere, anche grazie a fondi Pit. Sono invece rimasti esclusi proprio gli interventi principali di consolidamento della frana e quelli lungo il torrente Benefizio.
“Sono aspetti che penso emergeranno – afferma l’assessore comunale di Niscemi con delega al territorio, Giuseppe Incarbone – In questo momento stiamo lavorando giorno e notte sulla frana e sulle conseguenze che ha prodotto. Sono consigliere comunale dal 2022, ma assessore solo da sei mesi”.

