BRONTE – Annuncia battaglia legale Giuseppe De Luca dopo che il Consiglio del Parco dell’Etna, nella seduta del 19 ottobre, ha deliberato la sua decadenza da componente del Comitato esecutivo dell’Ente in quanto non più sindaco. A prendere il suo posto Salvatore Longo, assessore di Ragalna, sostenuto dall’area del Pd catanese che fa capo al deputato regionale Anthony Barbagallo. Eletto il 7 maggio 2013, a poche settimane dalle amministrative, l’allora sindaco del Comune di Maletto continua però a sostenere la legittimità del proprio incarico che sarebbe dovuto scadere nel 2018.
Già nelle osservazioni prodotte su richiesta del Consiglio in vista della seduta del 19, De Luca scriveva infatti di aver presentato la propria candidatura non in veste di primo cittadino ma come “componente esperto esterno”. Dunque nessuna decadenza, a detta dell’ex primo cittadino, in seguito alla fine del suo mandato amministrativo. Ad avvalorare la legittimità del suo ruolo in seno al Comitato in quanto eletto “con consapevolezza” delle parti in qualità di esperto, si legge ancora nelle osservazioni, la validazione della sua candidatura da parte del presidente dell’Ente Parco, del segretario e dell’assemblea dei sindaci e la successiva approvazione da parte dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (ARTA); una delibera di nomina datata 28 giugno 2013, e dunque giunta dopo le amministrative e la sua uscita dal palazzo comunale; l’aver presentato la candidatura corredandola “dal proprio curriculum vitae” ancora oggi “pubblicato all’albo dell’Ente in quanto esperto esterno” laddove, continua, “tutto ciò non è previsto per i componenti sindaci in carica”. A questo si aggiunge l’“inefficacia di diritto” di alcuni atti adottati nell’ambito della vicenda in quanto, prosegue nelle sue osservazioni, non sarebbero stati rispettati gli obblighi di pubblicazione e ratifica.
“La tesi di De Luca sarebbe una elusione di una norma ben precisa” con queste parole commenta il presidente del Parco dell’Etna, Marisa Mazzaglia. “La vicenda – continua – è rimasta controversa per diverso tempo, ma è stata chiarita da un parere legale che non fa altro che riprendere una norma specifica e per ultimo l’articolo 126 della legge regionale 6 del 2001, che prevede la decadenza del membro del Comitato esecutivo eletto come sindaco nel momento in cui non ricopre più tale carica”. Nelle parole del presidente, infatti, la presentazione del curriculum vitae non era dovuta solo nel caso di candidature in qualità di esperto, e dunque non ne costituisce garanzia, ma era invece condizione per chiunque, sindaco o esperto che fosse.
La questione è solo all’inizio per De Luca. Presentata all’Ars un’interrogazione da parte del gruppo parlamentare di Forza Italia, che definisce la situazione venutasi a creare “a seguito di diatribe esclusivamente di carattere politico” come un modo per “cercare di estromettere dal Comitato esecutivo un componente ‘poco gradito’”, lo stesso De Luca successivamente alla delibera di decadenza ha inviato le proprie controdeduzioni all’ARTA, invitando l’Assessorato “a volere intervenire con urgenza e a verificare la legittimità degli atti adottati”. “Andrò sicuramente al Tar – afferma l’ex componente del Comitato – e se ci saranno i presupposti andrò anche in Procura, perché mi sento perseguitato”.

