Furgone killer a Toronto | Persone investite una ad una

Furgone killer a Toronto | Persone investite una ad una

Sarebbero dieci le persone rimaste uccise dal furgone piombato sul marciapiedi.

L'attentato
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Aumenta il numero delle vittime uccise dal furgone piombato sulla folla, durante il pomeriggio di ieri nella città di Toronto, in Canada. L’assassino, secondo le testimonianze dei presenti, avrebbe investito le proprie vittime una ad una, per oltre un chilometro, guidando sul marciapiedi. Il bilancio ad oggi parla di dieci morti e sedici feriti, per quello che la polizia ha definito un “attentato non legato a matrici terroristiche”.

Alla guida del furgone che si è lanciato sulla folla a settanta chilometri orari c’era il venticinquenne Alek Minassian, canadese, probabilmente di origini Armene, non legato – secondo le prime indagini – a nessun gruppo fondamentalista. La sua – secondo gli agenti – potrebbe essere stata un’azione dettata dalla frustrazione e dai problemi psichici che da tempo viveva. Nessun rischio quindi per la sicurezza nazionale.

A dare solidarietà alle famiglie colpite dall’ennesima strage avvenuta in un luogo pubblico è stato, fra i primi, il Presidente del consiglio italiano Paolo Gentiloni: in un tweet, il premier ha fatto eco alle parole del Primo Ministro canadese Justin Trudeau che aveva espresso il proprio cordoglio alla nazione.

Quello di ieri è soltanto l’ennesimo furgone piombato sulla folla per uccidere e creare terrore, il quarto per numero di morti negli ultimi due anni, considerando gli 86 uccisi a Nizza nel luglio del 2016, i 12 morti a Berlino nel mercatino di Natale dello stesso anno, e i 14 dell’attentato di Barcellona, nell’agosto del 2017.

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