Furti e spaccate a Gela, eseguite sette misure cautelari

Furti e spaccate a Gela, eseguite sette misure cautelari – NOMI

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Vetrine sfondate con pietre e pesanti arnesi
L'INCHIESTA
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GELA – La procura di Gela (Caltanissetta) e i poliziotti del commissariato hanno dato esecuzione a sette misure cautelari nei confronti di altrettanti coinvolti accusati di furti a danno di decine di attività commerciali.

Per gli investigatori, sarebbero gli arrestati nell’inchiesta “Gela sicura” i responsabili delle “spaccate” che per mesi hanno preso di mira attività commerciali in diverse zone della città. La modalità d’azione sarebbe stata sempre la stessa, con vetrine sfondate, usando pietre e pesanti arnesi.

A Gela le “spaccate” a danno delle attività commerciali, almeno una decina in pochi mesi, sarebbero avvenute “per procurarsi denaro e consumare crack”. Lo hanno detto il procuratore capo di Gela Salvatore Vella e il dirigente di polizia Emanuele Giunta esponendo i particolari dell’inchiesta “Gela sicura”.

Un intero nucleo familiare, nonostante lo stato di gravidanza di una giovane donna, prendeva di mira le abitazioni, mettendo a segno furti. Alcuni degli arrestati erano già stati individuati e bloccati, negli scorsi mesi, per fatti analoghi. Sono otto gli indagati accusati di una lunga scia di furti e “spaccate”, a danno di una decina di attività commerciali della città.

Da gennaio e fino a maggio, i poliziotti del commissariato e la procura, guidata dal procuratore capo Salvatore Vella (con i sostituti Dina Aletta e Maddalena Guglielmino), hanno ricostruito i colpi in profumerie, centri scommesse, panifici, attività di ristorazione e parrucchierie.

In carcere finisce il quarantenne Carmelo Meroni, di recente già condannato per la spaccata a un panificio del quartiere Caposoprano. Arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, per il venticinquenne Andrea Fava (a sua volta già arrestato per un’altra “spaccata” in una parrucchieria di via Venezia), il cinquantunenne Giacomo Molara e il quarantanovenne Carmine Palmisano.

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Obbligo di dimora per un altro pregiudicato, il quarantaseienne Benito Perotore, e obbligo di presentazione per il trentenne Carmelo Patrick Lizzio (la scorsa settimana condannato per scippi in città) e il quarantunenne Nunzio Catania. Il gip del tribunale Roberto Riggio ha ritenuto di non dover applicare misure a un altro coinvolto, il cinquantanovenne Rosario Maganuco.

Sono in totale tre invece i componenti dello stesso nucleo familiare accusati di furti in abitazioni. Tra i destinatari di misura, Emmanuel Lo Chiano e Noemi Peritore. “Abbiamo avuto la collaborazione, soprattutto per i furti in abitazioni, di gruppi di cittadini che hanno fatto segnalazioni importanti”, hanno detto sia il procuratore sia il dirigente di polizia.


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