Fenomenologia del gabinetto - Live Sicilia

Fenomenologia del gabinetto

Sono popolati da ex assessori ripescati, amicizie e uomini di partito. Ma a cosa servono gli uffici di staff? E quanto costano gli amici, i fedelissimi piazzati lì dalla politica?

Gli staff
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PALERMO – Stavano lì. In attesa. Il gruppetto era giunto dall’Agrigentino. In commissione bilancio si sarebbe discusso di loro, dei problemi del loro Comune d’origine. In fila, nei corridoi di Palazzo dei Normanni, osservavano il viavai dei commessi, confidando in un cenno: “Tocca a voi”. Lì, li avrebbe accolti il capo della segreteria tecnica dell’assessore. Il loro punto di riferimento. Il loro passepartout per le stanze che contano. Dove si decide la vita e la morte delle cose pubbliche e private. Eccolo, il potere degli uffici di gabinetto è tutto in quell’attesa. Nella fiducia di sindaci, lavoratori, precari e commercianti, appesa alle parole, alle rassicurazioni del “più stretto collaboratore dell’assessore”.

I componenti degli uffici di gabinetto sono e sono sempre stati soprattutto questo. Il trait d’union tra le macro questioni dell’esecutivo e i dettagli della quotidianità. Se, per farla breve, l’assessore si occupa di gestire i problemi, al “gabinettista” tocca gestire il consenso. Filtrare il dissenso. Non è un caso che, nonostante i componenti degli uffici di staff formalmente sottoscrivano un contratto basato sul rapporto di fiducia con l’assessore di riferimento, il vero legame si instauri altrove. Il cordone del potere lega il gabinettista non tanto al componente del governo, quanto al politico che sta fuori o dentro i parlamenti. Quello che “possiede” il consenso. E che deve difenderlo, gestirlo, magari anche estenderlo.

La conferma di questa idea è stata offerta, in maniera quasi pacchiana, dal partito democratico. Nella formazione dei gabinetti del nuovo governo, quello di “alto profilo”, si è operato col Cencelli in mano. Anzi, con una versione di “Cencelli” rivista dalle moderne teorie del Sudoku. Un gabinettista per ogni deputato. Magari con una “correzione” fornita dalla geografia (non troppi catanesi, non troppi palermitani). Nei gabinetti del Crocetta ter, come era in fondo, anche in passato, il potere è algebra. È geometria.

Anche se a volte le somme più “terra terra” (non quelle alte della politica dal profilo alto, ovviamente) non fanno sorridere affatto. Quanto costano questi fedelissimi piazzati negli uffici di sottodentrogoverno? La risposta è rintracciabile persino sul sito ufficiale della Regione. Ed è disarmante. Solo nel terzo trimestre del 2014, infatti, il personale con “contratto a tempo determinato in servizio presso gli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico” è costato la bellezza di 1,2 milioni di euro. Più della metà (666 mila euro) spesi per garantire a questi “fedelissimi” contratti da dirigenti. Una spesa, insomma, che in un anno sfiora i cinque milioni di euro. Somma utile a garantire buste paga da 90 mila euro lordi agli esterni con funzioni dirigenziali, da 50 mila euro lordi per la categoria dei funzionari e da circa 35 mila euro per gli istruttori. Per intenderci, se al posto di amici pescati fuori dalla Regione si facesse ricorso a dipendenti “di ruolo”, si risparmierebbero almeno 60 mila euro per ogni gabinettista-dirigente, e trentamila euro per ogni funzionario.

Tutti suddivisi tra uffici diversi. Quelli di “gabinetto” veri e propri dovrebbero rappresentare una estensione della dimensione politica dell’assessore di riferimento. La segreteria particolare dovrebbe assumersi il compito di gestire invece i rapporti con l’esterno, l’agenda, gli appuntamenti. La segreteria tecnica dovrebbe supportare l’amministratore nell’attività legislativa, nel passaggio dal progetto politico all’esecuzione.

In Sicilia intanto, negli stessi mesi in cui si piange miseria e si toglie qualcosa a tutti, le spese per gli uffici di gabinetto crescono: di oltre 300 mila euro tra il secondo e il terzo trimestre dell’anno. Del resto, quegli uffici finiscono per svolgere spesso funzioni utili alla macchina del potere. A non perdere per strada, insomma, pezzi di ingranaggio che in un modo o nell’altro possono sempre tornare utili per annaffiare le zolle del consenso.

Gli uffici di gabinetto, così, finiscono per rappresentare anche i luoghi del “riciclaggio” della politica. O vivai dai quali attingere – ecco uno dei poteri magici del ‘gabinetto’ – per estendere la propria libertà di movimento. E di questa duplice funzione, l’era Crocetta ha fornito esempi persino plateali. La scelta di sostituitre un assessore-simbolo della rivoluzione della prima ora come Antonio Zichichi con la propria segretaria particolare Michela Stancheris doveva apparire già come una sorta di “disvelamento”. L’anticipazione di ciò che avremmo visto nei mesi a seguire. Con componenti dei gabinetti – cioè uomini di fiducia del presidente della Regione – piazzati ovunque: dalla Seus ai teatri, dalle società partecipate alle Province.

Ma il gabinetto è servito, come detto, anche per l’operazione contraria. Come fosse la rete utile a salvare uno scoordinato trapezista, incapace di finire felicemente il proprio numero: fu così per Mariella Lo Bello, estromessa con la formazione della giunta dei camerieri e ripescata mesi dopo nella giunta dell’alto profilo, e fu così per la “Giovanna D’Arco” (così la battezzarono alcuni supporters) alla Formazione: Nelli Scilabra venne “bruciata” sull’altare delle faide interne del Partito democratico. Ma per lei, ecco pronto il ruolo che fu, non a caso, di Stancheris e Lo Bello: tra assessore e segretaria, tra governo e gabinetto evidentemente non c’è molta differenza.

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Commenti

    I RENZIANI SONO ANCORA PIÙ AFFAMATI…NON LASCIANO NEANCHE LE MOLLICHE

    lacrime e sangue, solo peri i comuni mortali. gli amici degli amici invece brindano con champagne.

    AIUTO!!!!!!!!!!!!HANNO RIAVVISTATO LA STANCHERIS l’ALTRO IERI A PALAZZO D’ORLEANS!!!!!!!!!!!SICURAMENTE SARA’ QUI X UN INCARICO IN UN GABINETTO!!! E VAIIIIIIIIII P.S. Ma non eravamo senza soldi??????????

    Basterebbe una norma semplice: possono far parte degli uffici di gabinetto e di staff soltanto i dipendenti regionali, i dipendenti comunali e quelli provinciali (i cui stipendi sono già a carico dei cittadini).
    Così finirebbero: sprechi inutili da Corte dei Conti, compravendite di persone da Repubblica delle Banane, voto di scambio da Procura della Repubblica…..
    Purtroppo ha ragione chi dice che i politici e i governanti della Sicilia non riescono mai a lavorare onestamente per il bene pubblico, lavorano soltanto con il fine di poter conservare negli anni il loro ruolo privilegiato ed economicamente super vantaggioso!

    Ora per ampliare la schiera degli esterni il pre pensionsmento dei regionali.Tutto nel nome della rivoluzione e della antimafia.Domani si scopira’ che e’ andato in pensione persanale assolutamente necessario, quindi nelle more del concorso sara’ contrattualizato personale per chiamata diretta. W la rivoluzione crocettiana.

    Ecco dove si annidano gli sprechi e che Crocetta volutamente ignora perchè lì è una torta che riguarda tutti i politici e non è facile da eliminare, allora il soldi che mancano dal bilancio per poterlo fare riquadrare si pensa con tanta genialità di tagliare, i pensionati, lo straordinario, il famp e lo stipendio del comparto insomma dei più fessi o di chi non ha santi protettori. Presidente non è credibile quando parla di lotta agli sprechi quando lei è il primo che non taglia se stesso ed i suoi colleghi politici . Qua nessuno è fesso. Se crede che i sacrifici riguardano solo chi vive di solo stipendio si sbaglia. Tolga tutti i privilegi a se stesso, cancelli nomine e decurti indennità ai suoi colleghi ,dopo vedrà che non ci sarà bisogno di tagliare soldi al personale che deve vivere il quotidiano. Quando parla di sacrifici lo stesso mopmento nomina e da incarichi a più non posso e parla di tagli ma per chi per la gente che deve vivere il quotidiano mentre voi pensate solo come ad avere potere , incarichi e lauti guadagni milionari? Presidente, politici, perchè non prendete esempio dal presidente dell’Uruguai, vero uomo umile e servitore del popolo e dei più bisognosi . La vera politica è un servizio non un mestiere a vita.

    C’è un altro aspetto da considerare, caratteristico della composizione degli uffici di gabinetto e che l’ottimo articolo di Sabella non ha evidenziato.
    La “rete di professionisti del gabinetto”.
    Se è vero, infatti, che quegli uffici rappresentano il luogo dove i politici, tutti, trovano l’incubatrice del proprio consenso o il ricovero in tempi di magra, è altrettanto vero che la loro composizione deve essere affidata a soggetti esperti (anzi….”sperti”…..) che sappiano costituire o abbiano già costituito una “rete” di collegamento, di conoscenze dirette, tra i vari assessorati.
    Perché, spesso, le richieste degli utenti da soddisfare comprendono competenze di vari assessorati: disporre di “riferimenti” in ognuno di essi è indispensabile per il buon esito delle stesse. Ed è per questo motivo che c’è gente che fa parte di tali uffici da sempre, superando imperturbabile schieramenti, correnti e coalizioni.
    Battiato aveva senz’altro ragione quando definì “tr…” diversi componenti del Parlamento: dimenticò però gli uffici di gabinetto, popolati da soggetti pronti a vendersi, per il tempo necessario, al miglior offerente…..

    da quanto tempo sentiamo queste storie? direi da sempre!
    Ma nulla si è fatto mai e nulla si farà mai, sono favole bella buonanotte, tipo quella della indispensabilità degli articolisti, favole che continueranno sino a quando i siciliani non andranno tutti via e resteranno solo i politici e quelli che godono dello loro clientele peccato!

    questo è quello a cui hanno ridotto i gabinetti. posti di sottogoverno e il lavoro chi lo fa? lo spirito della norma ancora vigente stabilisce compiti e responsabilità anche perseguibili. ad esempio compete alle segreterie tecniche l’azione propedeutica al fine della adozione degli atti deliberativi del governo. ma chi la fa? scandalosa la vicenda relativa alla conferibilità o meno degli incarichi ai manager della sanità. il fatto è che nessuno controlla e la corte dei conti non interviene. personalmente ritengo che si dovrebbe abrogare il dp 8/2001 e tornare alla composizione ex l.r. 41/85, con il solo ricorso ad un esterno quale segretario particolare da inquadrare funzionario, e che i componenti dei gabinetti abbiano a rispettare le previsioni contrattuali in materia di orari di lavoro e se si lavora il pomeriggio si paghi lo straordinario come risulta dalla rilevazione elettronica (vorrò vedere la fuga…). una regione che è sull’orlo del baratro non può permettersi 12 assessori esterni, 54 gabinettisti esterni e una ventina di dirigenti comandati nella sanità, il cui costo complessivo si aggira sui 10 milioni annui. E’ una questione morale: non puoi parlare di tagli su tutto quando non inizi da casa tua! 10 milioni costituiscono il fabbisogno annuo della metà degli ex pip per esempio o se preferite una buona risorsa per mettere in sicurezza le scuole. troppo facile scaricare sul numero dei regionali, sugli accessori sui precari e quant’altro ogni responsabilità. la credibilità morale della prossima manovra passa da questo taglio, diversamente ci troveremmo sempre e comunque in qualcosa inaccettabile e quindi contestabile.

    Vergogna, questi si spacciano per eredi di Berlinguer. Sono persone senza né arte né parte. Hanno imparato alcune geometrie dialettiche che si ripetono in noiosissime riunioni. Niente studio, detestano i numeri, le misure e la scienza. A scuola come dice faraone erano ultimi e primi in caciara. Non si può far pagare ai siciliani questo ulteriore prezzo.

    NON C’E’ PIU’ RITORNO !! questa strada imboccata dal PD, e da crocetta è senza ritorno, l’unica cosa che gli rimane da fare e andare avanti, dare risposte visibili e concrete alla gente. Fare vedere che la politica non è solo spartizione del potere ma è anche studio ,analisi, diagnosi e cura delle malattie che affondano la Sicilia nel sottosviluppo. Senza bacchette magiche ma con serietà e responsabilità le risposte devono arrivare e anche presto. poiche quella strada che ha davanti il PD, e Crocetta è senza ritorno e non è infinita ,ma ha un traguardo che puo essere il burrone, oppure l’inizio di una seconda ” OPPORTUNITà “

    A osa servono gli staff degli uffici di gabinetto? A sperperare soldi a spese nostre e a farsi il clientelismo per le prossime elezioni a cui personalmente spero che siano al più presto

    gli uffici di gabinetto l’unica azieda che non sente la crisi

    in questi giorni si parla di bilancio, dei tagli che si devono affrontare per andare avanti. Nessuno pensa di iniziare con i tagli alla politica (uffici di gabinetto inclusi utilizzando i dipendenti regionali). A volte mi viene di pensare che forse l’unica via d’uscita per questa martoriata terra sarebbe il fallimento totale, il dissesto finanziario, forse solo così si potrebbe ripartire con maggiore senso di responsabilità.
    Auguri

    Ma non potrebbe la Procura della Repubblica fare verifiche nel merito per accertare se le nomine negli uffici di gabinetto, esaminate singolarmente, sono utili e necessarie o se si tratti, invece, di abusi di atti di ufficio o peculato per distrazione?

    Eccezionale commento ad un altrettanto eccezionale articolo. 100 good. Ormai la vergogna e l’arroganza di questo governicchio è incalcolabile!!!!

    Ogni tanto, bisogna tirare lo sciacquone…..

    Quella da Lei descritta è una composizione clientelare del gabinetto, quella che corrisponde al momento attuale (e passato). Se io fossi assessore (tra un milione di anni e in un altro pianeta) vorrei per prima cosa avere un gabinetto di persone capaci non di acquisire clienti ma di far correre gli Uffici non per fare imbrogli come spesso avviene con la complicità di tanti deboli con i forti e veri e propri caini con chi non fa parte del giro o pretende solo il rispetto dei suoi diritti senza chiedere il favore. L’acquisizone del consenso con un Gabinetto che funziona nel senso che dico sopra, sarebbe immediata e, soprattutto, duratura. Purtroppo oggi qualcuno pensa che il massimo per un assessore o per un capo di gabinetto sia riuscire a CORROMPERE il dirigente generale per fare assegnare questo o quell’altro incarico ai boss di partito sparsi sul territorio e ai loro fedeli esecutori di ordini. Questo per aumentare le clientele a dismisura. Questo di fatto crea terreno fertile e conferme di esistenza di reti di complicità per la mafia e la criminalità così che l’azione politica è antimafiosa a parole e promafiosa nei fatti. La mia è naturalmente solo fantasia, un romanzo, perchè non ho fatti su cui basarmi, ma la sensazione netta e chiara che si ha guardando alla finestra e vedendo cosa succede a tanti non allineati è questa. Io di simpatie “sinistre”, dovevo aspettare un governo dalla mia parte per vedere aumentare a dismisura le diseguaglianze e vedere ancora più clientelare la gestione della cosa pubblica, cosa che la democrazia cristina dei lima e ciancimino appare quasi come una associazione di scout. Sicuramente sarò miope e non vedo bene le cose.

    Meno male che sono tutti ex comunisti che da giovani camminavano con le biografie sotto il braccio di Togliatti, Amendola, ecc… andavano a Comiso a lottare contro l’istallazione dei missili, parlavano di lotta operaia , della mitica lotta per la riforma agraria , senza sapere noi tutti comuni mortali che a distanza di pochi decenni il tutto aveva un progetto ben definito spazzare via la vecchia politica x prendere loro il dorato posto, non solo per loro, ma anche per parenti, amici, ed affini.
    Mentre i Siciliani la prendono sempre in quel posto.

    Tale impeto politico non si vedeva dai tempi d’oro del PSI!!

    All’articolo aggiungerei che anche nel partitino di Leanza e in quello di Cardinale la metodologia adottata è la stessa. Leanza sta rpescando vecchie conoscenze legate a Nuccio Cusumano. Occorre anche mettere i gabinettisti – e ve ne sono almeno uno/due, per ogni assessorato – voluti dalla Monterosso e/o da Crocetta. Perché non si tolgono i gabinetto e i privilegi legati ad essi? La gente è esasperata e dobbiamo assistere a questi “balletti”?

    in occasione del Natale un pensiero a tutti quelli che, ahiloro, ne fanno parte. Auguri e coraggio

    Concordo con il commento, come ho sempre detto e ripeto, scomodamente, la assimilazione privatistica della istituzione pubblica è solo una grandissimo fallimento, ma deve essere coerente e non dire sempre ciò che è meglio dire (???), il medesimo assetto ha determinato la flotta di precari ed assunzioni fuori organico e concorso, modalità condannata dalla stessa Corte di Giustizia Europea, la pletora di consulenti e Dirigenti generali uno ogni tre mesi, per loro stranamente non si parla di abolire la clausola di salvaguardia, proliferazione di partecipate, e parliamo di strutture che hanno piena autonomia giuridica nelle nomine e credo che lei lo sappia benissimo, proliferazione di Uffici Speciali, in cui le voglio ricordare, ma sicuramente lo sa, gli incarichi dirigenziali sono retribuiti al massimo e il responsabile percepisce una indennità appena al di sotto del DG, anche di questo il ducetto regionale non ne parla, medesimo trattamento per il comparto mediante il salario accessorio, massimo naturalmente, si ricordi che ad ogni suo contratto con la elargizione di una manciata di spiccioli, le hanno tolto il 50% dei diritti giuridici, venduti per pochi euro, concentrando sempre di più il potere discrezionale nelle mani dei loro referenti politici nella amministrazione, e ora il ducetto vuole rafforzare ancora di più questo potere, prima della riforma Cassese, Bassanini, Brunetta, tutto questo era impossibile anzi un illecito, “Se tiri troppo la fune prima o poi si spezzerà”.

    Enzo dice ciô Che pensano tutti I regionali !

    Dott. Sabella, la prego di approfondire l’inchiesta giornalistica.
    Il gabinettista è diventata una qualifica. Viene scelta sempre la stessa gente. Provi a vedere la composizione – se riesce, perchè a volte tengono tutto nascosto e non viene pubblicata la composizione del gabinetto sul sito istituzionale dell’assessorato- e scoprirà che c’è gente che fa il gabinettista da anni, aprescindere dal colore della maggioranza politica…. Perchè? Non per bravura, solo per servilismo ……perchè sono gli alti burocrati che stabiliscono parecchie posizioni…….e mettono gli amici. E’ mai possibile che non ci sia mai stata una indagine sugli sprechi clientelari degli uffici di gabinetto? Sulle competenze che non vengono rispettate e sulle responsabilità che vengono sempre non considerate (vds vicenda formazione)?
    Oggi , con i tagli che si prospettano non si possono tenere queste sacche di priviligeiate. Occorre tagliare tutto e tornare alle indicazioni ed alla disciplina della legge regionale 41/85. Con un ritorno al passato , vorrei vedere chi rimane a fare il gabinettista…E poi, la vergogna degli esterni con un esercito di dipendenti di ruolo…
    Si pensava che l’avvento dei rottamatori portasse pulizia…invece piena restaurazione………anzi posti sicuri per i pseudo-renziani (sono convinto che Renzi e Del Rio disapproverebbero fortemente!!)
    .

    C’è sempre la procura della Repubblica di Palermo?!

    BUON NATALE SCILABRA

    E’ anche una questione politica, di credibilità delle istituzioni: lo Stato democratico si governa con un apparato che deve essere indipendente dal consenso elettorale, come in Francia. Noi stiamo semplicemente andando verso la distruzione.

    Enzo 1 dice aferma delle pertinenti osservazioni, allora bisogna chiedere da cittadini e da rappresentanti istituzionali di ritornare allo status giuridico antecedente al 2000, ritornando allo stato del Diritto giuridico pubblico e eliminando lo Stato del Diritto Privatistico dalla Amministrazione, che ci ha condotto in questa aberrante situazione, a favore di pochi e sacrificando e mortificando i molti, Dirigenti e Comparto, ma a chi conviene (??), in questo caso si dovrebbero rispettare delle norme e regole chiare precise e per tutti, e soprattutto si leverebbe il potere discrezionale ai referenti dei politici che ritornerebbero a fare i dipendenti pubblici al servizio solo ed unicamente della Amministrazione e dei propri colleghi, e gli emolumenti economici passerebbero, non più attraverso dei Contratti Collettivi in cui i Dipendenti sono letteralmente massacrati, ma secondo dei parametri oggettivi, primo fra tutti la Anzianità di Servizio.

    Basterebbe una norma semplice: possono far parte degli uffici di gabinetto e di staff soltanto i dipendenti regionali, i dipendenti comunali e quelli provinciali (i cui stipendi sono già a carico dei cittadini).
    Così finirebbero: sprechi inutili da Corte dei Conti, compravendite di persone da Repubblica delle Banane, voto di scambio da Procura della Repubblica…..
    Purtroppo ha ragione chi dice che i politici e i governanti della Sicilia non riescono mai a lavorare onestamente per il bene pubblico, lavorano soltanto con il fine di poter conservare negli anni il loro ruolo privilegiato ed economicamente super vantaggioso!

    carissimi sono cose vecchie!!!
    che Dio ci aiuti

    come non darle ragione….

    Non ho alcuna remora ad un ritorno indietro. Vorrei ricordare che l’Italia dirigista si deve ad uno dei tanti governi tecnici post mani pulite. Fu Sabino Cassese con il suo decreto 29/93 a ridisegnare la pubblica amministrazione in chiave dirigista, pensando di dividere i ruoli della politica e della burocrazia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, con una spesa triplicata a favore dei dirigenti senza risultati pratici per i cittadini, ed un asservimento al dominus di turno dei dirigenti stessi. Il problema non e’ solo la sicilia. Ricorderete la polemica dei 300 dirigenti dei beni culturali in sicilia contro i 190 del ministero. In maniera vergognosa nessuno pero’ ha detto che i 300 in sicilia costano circa 18 milioni l’ anno e che i 190 dello stato costano 40 milioni l’ anno. E ora qualcuno propone Cassese per il Quirinale. E siccome danni ne ha fatti pochi, lo premiamo!!

    FINO AL 2016 DI ACQUA SOTTO I PONTI NE DEVE PASSARE E TANTA: LA PANTOMIMA IPOCRITA CONTINUA (SI CONTINUERA’ A “SALVAGUARDARE I LIVELLI OCCUPAZIONALI”).

    “Cari signori dipendenti pubblici precari degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana. .il problema non è la solita strenna natalizia della proroga. Il problema è la soluzione strutturale che non si vuole non solo trovare ma neanche cercarla attraverso il confronto tra le proposte serie che già ci sono in discussione in V Commissione Lavoro dell’Ars. Se voi precari non comprendete questo dopo il 2016 riempirete le fila dei disoccupati siciliani. Gaetano Aiello”

    …solo che di veri ex comunisti ne sono rimasti ben pochi e continuano a tenerli opportunamente ai margini , quelli che governano sono figli della corrente peggiore dell’ex glorioso PCI: i miglioristi, che nel pensare e nell’agire sono sempre stati peggiori dei peggiori democristiani. Ignoranti che hanno dato la scalata ai vertici della società, ma sempre tali rimangono.

    …è cosi da assessore ad assessore si tramanda la consuetudine , il blocco dei gabinettesti di mestiere a cui si aggiungono amiche/i, servitori, segretari, portaborse, fidanzate, disoccupati, cassintegrati, dirigenti di partiti . Se voi di live sicilia sarete in grado di fare uno screening ne usciranno fuori delle belle! dovrebbero vergognarsi, non c’è più limite all’indecenza.

    …il balletto degli incompetenti! Anche questo è un regalo del governo Crocetta, grazie Rosario!

    Ecco, ora è uscito il vero Enzo 1 con il solito attacco qualunquista quanto mediocre, ai dirigenti……………è proprio cosi, Chi nasce Tondo non può morire Quadrato…………………….in quanto alla ennesima falsità. faccio presente al sig Enzo 1, visto che ha meno conoscenze sulla struttura amministrativa regionale di quanto pensavo…………Che non può paragonare un Ministero ad un Assessorato in quanto la Sicilia ha competenza esclusiva sui Beni Culturali e Paesaggistici, quindi ha un organico proporzionato alle competenze assegnate in virtù della sua Autonomia, in quanto alla ennesima furbacchiata di parte sugli emolumenti………………è ormai da anni che le retribuzioni dirigenziali, sono molto al di sotto di quelle Statali, in Violazione dell’Art. 14 lettera Q dello Statuto (??????), e ricordo anche al sig. Enzo 1 la pletora di avanzamento giuridico ed economico, con un notevole aggravio economico per l’Amministrazione, di cui hanno goduto le fasce dall’ ex settimo livello in giù…….quindi cerchi di finirla con questa storiella nei confronti dei Dirigenti, e soprattutto eviti, come sempre, di affermare falsità su falsità, unicamente per il palese risentimento che ha nei confronti dei suoi stessi colleghi., ed in quanto ai risultati, L’amministrazione non vende scatolette ma fa osservare le leggi che rappresenta nel territorio.

    Si, si…..ecco andate avanti ancora un pochino, il baratro è tanto vicino che basta poco per precipitare!!
    la verità ve la dico in sleng siculo (aviti l’occhi ‘nsunsati di prociuttu)

    nessuno1, io ho voluto evidenziare quello che personalmente reputo un errore, ossia l’aver dato una via dirigista al paese senza che questa poi avesse risvolti pratici decisivi per lo stesso. che forse prima non c’erano dirigenti? sui beni culturali conosco bene la materia, stia tranquillo, evidenziavo semplicemente come il mondo dei media si sia scatenato contro il nostro sistema regionale, paragonandolo allo statale che alla fine costa per due volte e mezzo in più. poi non ho nessun risentimento verso alcuno, non potendo per miei limiti potere aspirare ad essere dirigente, quindi stia sereno che non intendo rubarle il posto e come lei sono impegnato nel rispetto delle leggi e non nella vendita di scatolette.

    Enzo 1 – Commento puntuale e preciso come sempre, aggiungerei i vari presidenti, direttori e consigli di amministrazione delle diverse soc. partecipate.

    L’UNICO VERO COMUNISTA IN ITALIA E’ RIMASTO RENZI!!

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