ROMA – “L’attuale situazione di dissesto del versante nel comune di Calatabiano determina significativi fattori di rischio residuo per la sicurezza dell’abitato e condiziona fortemente la scelta dell’intervento di ripristino dell’erogazione idrica di Messina”. Così il ministro dell’Ambiente Galletti in audizione in commissione Ambiente alla Camera sull’emergenza acqua a Messina. “Non sembra attuabile un intervento rapido”,aggiunge; servono approfondimenti sulla messa in sicurezza l’avvio di “un monitoraggio della frana”.
”Nei giorni scorsi l’Amam (Azienda meridionale acque Messina, ndr) ha presentato un progetto definitivo per l’intervento provvisorio di ripristino della funzionalità della condotta”, spiega il ministro facendo presente che dopo una riunione si è deciso per ”una strategia operativa complessiva”. Infatti, aggiunge, ”alla luce dei primi interventi messi in atto dall’ente gestore e alla situazione di instabilità del versante, non sembra attuabile un intervento rapido con le tecniche tradizionali sull’acquedotto esistente danneggiato e appare necessario un più approfondito studio di valutazione del rischio e della messa in sicurezza del versante”. Ed per questo che ”sarà avviato nei prossimi giorni un sistema di monitoraggio della frana in tempo reale, anche a tutela degli operatori” per gli interventi di ripristino, ”oltre che dell’abitato a valle”. Quanto al progetto per il ripristino definitivo della condotta, ”tale intervento dovrà essere realizzato solo dopo aver messo in sicurezza il versante con le opere di drenaggio e comunque utilizzando anche per la tubazione definitiva un sistema di ancoraggio”. Il ministro evidenzia che ”anche l’intervento definivo di ripristino della funzionalità dell’acquedotto Fiumefreddo rappresenta una soluzione ad una criticità puntuale del tracciato acquedottistico, su terreni caratterizzati da forti predisposizioni a dissesti idrogeologici”; e pensa che ”andrebbe programmata un’analisi di vulnerabilità dell’intera adduttrice di Fiumefreddo per programmare interventi puntuali di riduzione del rischio di interruzione del servizio”.

