Giornata mondiale della fisioterapia 2026. Tornare a muoversi, tornare a vivere - LiveSicilia.it

Giornata mondiale della fisioterapia 2026. Tornare a muoversi, tornare a vivere

Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
GIORNATA MONDIALE
di
4 min di lettura

L’8 settembre il mondo celebra la Giornata Mondiale della Fisioterapia, promossa dalla World Physiotherapy per far conoscere l’impatto reale che questa disciplina ha sulla salute, sulla mobilità e sulla qualità della vita delle persone. Quest’anno il tema punta i riflettori su un nemico che conosciamo fin troppo bene: le malattie cardiovascolari e l’ictus.

Non è un argomento astratto. Sono la prima causa di morte al mondo: oltre 20 milioni di vite ogni anno, quasi un terzo di tutti i decessi sul pianeta, l’85 per cento dei quali causato da infarti e ictus. Dietro questi numeri ci sono famiglie, corridoi di ospedale, mesi di riabilitazione. E in quasi ognuno di questi percorsi c’è un fisioterapista.

“Torna a muoverti, torna a vivere”

Da qui nasce lo slogan scelto dall’Ordine dei Fisioterapisti di Palermo e Trapani per la campagna di quest’anno, che ha ricevuto il patrocinio dell’ASP di Palermo e dell’ASP di Trapani. Tre parole che raccontano meglio di ogni statistica cosa significhi, per chi ha subito un infarto o un ictus, riconquistare un gesto quotidiano: alzarsi dal letto senza aiuto, camminare fino alla finestra, stringere la mano di chi si ama.

Pensate a chi, dopo un ictus, non riesce più a sollevare un braccio o a pronunciare con chiarezza una parola. È lì, ogni giorno, accanto al letto o nello spazio fisioterapico, che il fisioterapista ricostruisce insieme al paziente la strada verso l’autonomia perduta.

Il movimento è prevenzione

Il movimento non è solo il punto d’arrivo della cura: è il primo strumento di prevenzione. Bastano trenta minuti di attività fisica per cinque giorni a settimana per ridurre il rischio cardiovascolare di circa un quarto.

È una delle verità più semplici della sanità moderna, eppure una delle meno praticate. Educare le persone a muoversi, insegnare loro come farlo in sicurezza quando un cuore è più fragile o un corpo ha perso parte delle sue funzioni, è il cuore del lavoro quotidiano del fisioterapista – tanto in un reparto di cardiologia quanto in un ambulatorio di quartiere.

Formazione specifica per competenze specialistiche

Il fisioterapista che lavora accanto a un paziente appena uscito da una terapia intensiva cardiologica non fa lo stesso trattamento di chi accompagna il recupero del cammino o della mano dopo un ictus. Sono ambiti diversi, con linguaggi, evidenze scientifiche e protocolli propri.

La fisioterapia richiede anni di formazione specifica per ciascun ambito: cardio-respiratoria, neurologica, ortopedica, pediatrica, geriatrica, oncologica, sportiva, pavimento pelvico ecc. Questa articolazione in competenze specialistiche è spesso invisibile a chi ne beneficia, ma fa la differenza concreta. Un fisioterapista specializzato riconosce per tempo i segnali d’allarme, dialoga alla pari con cardiologi e neurologi e riduce i tempi di recupero rispetto a un approccio generico e standardizzato.

Liste d’attesa: un danno, non un disagio

In un territorio come il nostro, dove la popolazione invecchia e le malattie croniche e/o cardiovascolari pesano sul sistema sanitario, la fisioterapia non è solo un tema per addetti ai lavori. Riguarda le liste d’attesa, i posti letto liberati prima grazie a una riabilitazione efficace, la possibilità concreta di restare a casa propria invece che in una struttura.

Aspettare mesi per iniziare un trattamento fisioterapico dopo un ictus o un intervento al cuore non è un semplice disagio: è un danno alla salute. Il tempo perso in lista d’attesa è spesso autonomia che non si recupera più.

Accesso diretto e formazione specialistica universitaria

Il fisioterapista è l’unico professionista sanitario abilitato per legge a esercitare la fisioterapia. Non un tecnico generico del movimento, ma un laureato che studia anatomia, fisiologia, neuroscienze e metodologia clinica e della ricerca per intervenire, con evidenze scientifiche, su patologie diverse e complesse.

Per questo continuiamo a chiedere l’ampliamento dei percorsi formativi specialistici, a partire dalle lauree magistrali a indirizzo professionalizzante. La qualità della cura che ogni cittadino riceve dipende anche dal pieno riconoscimento di questa competenza, non solo dalla buona volontà di chi la esercita.

Chiediamo anche che il percorso dal bisogno alla cura diventi più semplice: meno passaggi burocratici, meno visite duplicate, più accesso diretto al fisioterapista. Chi ha già una diagnosi non dovrebbe attendere settimane solo per essere autorizzato a iniziare la fisioterapia.

Va garantito, negli ospedali come sul territorio, nel pubblico come nel privato, che il fisioterapista possa valutare la persona, costruire il programma più adatto e verificarne i risultati nel tempo – senza vincoli organizzativi che limitano la competenza e danneggiano il processo di recupero.

La ricorrenza dell’8 settembre è un invito rivolto a tutti i cittadini di Palermo e Trapani: muovetevi, oggi, per prevenire. E sappiate che, se un giorno ne avrete bisogno, la strada per tornare a farlo passa quasi sempre dalle mani e dalla competenza di un fisioterapista.

Buona Giornata Mondiale della Fisioterapia.

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI