GIBELLINA (TRAPANI) – “Gibellina è l’esempio tangibile di un posto dove è successo qualcosa (il riferimento è al terremoto del 1968 ndr) che ha trasformato e ha provocato la crescita di un tessuto umano superiore. Gibellina è come un tempio, perché ha saputo rigenerarsi e fare dell’immane tragedia del terremoto qualcosa di sacro. Sacra è la vita, sacra è la morte. A Gibellina la morte ha portato la coscienza e la possibilità di una vita superiore intonata alla bellezza e all’arte”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo alla chiusura della cerimonia d’inaugurazione di Gibellina capitale dell’arte contemporanea, stamattina alla sala Agorà del Comune.
Il ministro ha voluto ringraziare i bambini che lo hanno accolto. “Certe cose accadono solo in Sicilia…” ha detto. Poi il richiamo alla stella di Pietro Consagra, porta del Belìce: “Quella stella rappresenta idealmente la porta d’ingresso delle istituzioni italiane”. Al termine dell’intervento del ministro un fuori programma: il sindaco della città Salvatore Sutera ha donato a Giuli un’opera di Emilio Isgrò che raffigura il viso di Ludovico Corrao.
Galvagno: “Gibellina simbolo della rinascita della Sicilia”
“Per tutta la Valle del Belìce oggi è una data destinata a restare nella memoria collettiva. L’avvio del cammino di Gibellina prima Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026 rappresenta, infatti, un esempio virtuoso di come un territorio possa trasformare le ferite in bellezza, esaltando al contempo la visione dell’indimenticato sindaco Ludovico Corrao e di grandi artisti e architetti quali Burri, Consagra, Accardi e Paladino”. Così il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, all’inaugurazione della Capitale italiana dell’Arte contemporanea.
“Qui, dove 58 anni fa un violento terremoto lasciò cicatrici profonde – ha aggiunto Galvagno – celebriamo oggi la straordinaria esperienza di rinascita civile e culturale di una comunità che, anche mediante le opere diffuse, non ha mai rinunciato al proprio futuro. Soprattutto per queste ragioni l’Assemblea Regionale Siciliana ha sostenuto da subito e con grande convinzione, la candidatura di Gibellina, continuerà inoltre, a stare accanto all’intera comunità del Belìce durante quest’anno in cui le porte di un intero territorio saranno aperte a residenze creative, start-up culturali, turismo di qualità e formazione per i giovani. Un traguardo importante – ha sottolineato il presidente dell’Ars – reso possibile grazie al sostegno del ministero della Cultura, del ministro Alessandro Giuli e, più in generale, al buon governo di Giorgia Meloni che tanto sta facendo per la Sicilia. Ma anche della Regione Siciliana e del presidente Renato Schifani, dei deputati dell’Ars, del sindaco Salvo Sutera e della sua squadra. Ai ragazzi del Belìce – ha concluso Galvagno – rivolgiamo un messaggio chiaro: guardiamo al domani senza dimenticare il passato perché, non può esserci un futuro senza memoria”.
Scarpinato: “Opportunità per il rilancio del territorio”
“Simbolo autentico di rinascita, forza e resilienza, Gibellina rappresenta un unicum nel panorama culturale nazionale e internazionale. Un luogo che, sin dalla sua ricostruzione, ha saputo trasformare la ferita della distruzione in un potente laboratorio di sperimentazione artistica, diventando una vera e propria chiamata a raccolta per artisti poliedrici provenienti da tutto il mondo. Oggi incarna pienamente quella vocazione multiculturale e contemporanea che le è valso il riconoscimento di Capitale dell’arte contemporanea, un modello virtuoso capace di essere esportato e raccontato oltre i confini regionali”. Lo ha detto questa mattina l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, intervenendo alla cerimonia inaugurale di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026.
“In questo percorso – ha aggiunto Scarpinato – il governo Schifani, con una dotazione di 3 milioni di euro, ha saputo e voluto cogliere prontamente questa opportunità, investendo con convinzione in un progetto strategico per la valorizzazione del patrimonio culturale siciliano. Si apre così una stagione nuova e decisiva, di straordinario valore culturale e di grande attrattività turistica, ma soprattutto un’occasione concreta di sviluppo, crescita e promozione per l’intero territorio, nel segno della bellezza, della memoria e dell’innovazione”.
Pellegrino: “Simbolo di resilienza e rinascita”
“Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita, la prova concreta che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali per le comunità e i territori. Il riconoscimento di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026 non è solo un prestigioso titolo, ma sarà uno strumento e un volano per iniziative diffuse, portatrici di attenzione, turismo e nuova economia per l’intera Sicilia. Tutto questo è stato possibile anche grazie all’impegno del Governo e del Presidente della Regione, in stretta sinergia col Governo nazionale, con un investimento sulla cultura, per trasformare il dolore e la distruzione in bellezza e l’innovazione, in occasione di sviluppo concreto e duraturo”. Lo dice Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Ars, che oggi ha partecipato alla cerimonia inaugurale di Gibellina Capitale dell’Arte contemporanea 2026.

