PALERMO – “Amore mio, come stai?”, si scrivevano. Ad ogni ora del giorno e della notte. Innocenti messaggi se non fossimo di fronte a una relazione fra un professore di religione e la sua ex studentessa. Lui ha 47 anni ed è stato condannato a due anni e dieci mesi dal giudice per l’udienza preliminare Guglielmo Nicastro. Oggi si trova agli arresti domiciliari.
La ragazzina lo aveva conosciuto tre anni fa quando ancora frequentava le scuole medie in un istituto privato. Era davvero convinta di vivere una ‘relazione sentimentale’ con l’uomo molto più grande di lei. E così quando i genitori l’hanno scoperta lei lo ha difeso. E ha difeso pure la loro relazione: “Siamo felici… ci siamo baciati”. Era sicura che, compiuti i diciotto anni, si sarebbero sposati, nonostante il docente avesse già una sua famiglia e fosse, così diceva, “molto più grande di me”.
Il professore è stato condannato per il reato di atti sessuali con una minorenne. Gli sono state concesse le attenuanti generiche. All’inizio la contestazione del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Vittorio Coppola era di violenza sessuale. Nel caso del prof e della studentessa, che oggi frequenta un istituto superiore, sono dei baci appassionati – codice alla mano anche questi sono atti sessuali – ciò che i due si sono scambiati. La loro relazione si è manifestata in tanti messaggi, via sms e via Snapchat. Fino a quando i genitori della ragazzina non hanno messo gli occhi sul suo telefonino. A quel punto hanno denunciato l’episodio alla polizia e informato la scuola privata che ha licenziato il professore, rimasto in servizio, invece, nel liceo pubblico. Sono stati i poliziotti della sezione reati contro i minori, coordinata dal dirigente Rosaria Maida, e sotto la guida del capo della Mobile, Rodolfo Ruperti a indagare sul caso. Hanno scoperto che tanti coetanei della ragazzina erano a conoscenza della relazione e avevano visto il professore e la compagna baciarsi per strada. Alcuni hanno addirittura sostenuto che era lo stesso insegnante a non farne mistero. L’avrebbe addirittura corteggiata. Poi, le parole di lei: “Ci siamo baciati”, non lontano da una chiesa, dopo avere passeggiato per strada, senza che il rapporto sia mai andato oltre quei baci appassionati. La loro era una relazione a cui lei avrebbe prestato il consenso, ma che lui per il suo ruolo e la sua età doveva evitare. Si è comportato scorrettamente.

